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Edifici a energia quasi zero, i primi passi verso una progettazione integrata

A cura di: A cura di Andrea Bernardi, Consulente Energetico

Gli edifici del futuro: da zero emissioni a zero impatto ambientale

La strada verso l'autosufficienza

Con la direttiva 2010/31/UE sull’efficienza energetica, entro il 31 dicembre 2020 tutti gli edifici dovranno possedere elevati standard di risparmio energetico. Chi vivrà in queste strutture a energia quasi zero non avrà solo un evidente vantaggio economico in termini di costi di mantenimento (decisamente ridotti), ma dimostrerà di essere responsabile e consapevole delle gravi problematiche ambientali causate da anni di cattiva gestione delle emissioni di CO2.
Lo scopo della direttiva, inoltre, si traduce nell’ottimizzazione delle potenzialità dei materiali da costruzione impiegati, cosi come delle risorse presenti nell’ambiente esterno all’edificio stesso, per riuscire a garantire al meglio i requisiti di comfort termico richiesti dalla normativa vigente, il tutto indipendentemente dall’utilizzo di impianti di climatizzazione estiva o invernale

Chiaramente la più grande sfida è riuscire a realizzare questi edifici con costi tutto sommato contenuti o almeno paragonabili a quelli tipici che ci si trova ad affrontare nella costruzione di abitazioni "classiche".

Secondo un rapporto dell’Università Inglese East Anglia se lo standard degli edifici a consumo quasi zero fosse imposto a tutte le nuove abitazioni ai restauri, l’Europa potrebbe puntare ad una riduzione dei consumi energetici del 40% al 2050. Spostando l’interesse in maniera interessante alla produzione di energia da fonti rinnovabili, eliminando l’enorme supporto economico a nucleare e fonti fossili.

Dal punto di vista impiantistico, per un edificio a basso consumo energetico, vuol dire identificare soluzioni impiantistiche efficienti e basate sull’uso di risorse energetiche rinnovabili, ma solo dopo aver ridotto il fabbisogno energetico intervenendo sull’involucro e su diversi sistemi tecnologici. Nasce quindi la necessità di creare un filtro efficace tra l’ambiente interno e quello esterno. L’involucro edilizio diventa il punto di partenza per l’ottenimento di un’elevata qualità dell’ambiente indoor con bassi consumi energetici.

Questo tipo di progettazione impone una più complessiva valutazione dell’edificio, che diventa un complesso sistema energetico, con energie in entrata e in uscita differenti durante l’arco della giornata e soprattutto delle stagioni, portando una gestione dinamica e variabile delle tecnologie abitualmente usate per la climatizzazione tradizionale.

I criteri che guidano la scelta, e quindi di conseguenza la progettazione, dell’impianto più adatto per mantenere il perfetto comfort ambientale in edifici a consumo quasi zero, non è un’operazione semplice e richiede una stretta collaborazione tra l’utente finale, il progettista architettonico e il team di progettazione degli impianti meccanici.

Le variabili in gioco sono molto elevate ed è necessario trovare il punto d’incontro tra le preferenze dell’utente e tutti i particolari tecnici a cui prestare attenzione per creare un progetto che soddisfi le esigenze del cliente.

Semplificando possiamo riassumere nei seguenti punti i diversi fattori:

  1. Le esigenze dell’utente: possono riguardare problemi alla salute o semplici scelte estetiche, vincoli di spazio o necessità specifiche.
  2. La localizzazione della struttura: la posizione geografica determina in maniera molto pesante la possibilità di sfruttare fonti rinnovabili (e i carichi energetici in gioco) potendo trovare temperature esterne molto diverse e variabili nelle stagioni.
  3. Destinazione d’uso: determina molte considerazioni sul tipo di impianto da usare con relativa considerazione dei costi e dell’efficienza dell’impianto.
  4. La disponibilità dei locali tecnici: la creazione di cavedi in strutture esistenti è uno degli aspetti che portano maggiori problemi all’interno del gruppo di progettisti, spesso gli spazi sono risicati e non vengono comprese le reali necessità per il corretto funzionamento ma soprattutto la corretta manutenzione nel tempo.
  5. Gli aspetti economici: la possibilità economica del cliente è un fattore che incide in maniera preponderante sulla scelta delle tecniche da usare, diventa essenziale un’analisi dei costi in gioco da fornire assieme ad una corretta analisi dei tempi di ritorno, sottolineando i notevoli risparmi in fase di gestione della struttura.
  6. Incentivi statali: diventa essenziale da parte del team di progettazione saper consigliare il cliente dei vari incentivi statali per sfruttare al meglio gli sgravi fiscali e ridurre in maniera importante i tempi per il ritorno economico dell’investimento.

Concludendo, il peso del comparto edilizio in termini di carichi ambientali prodotti è ormai cosa nota, la strada verso l’autosufficienza è stata aperta ed è solo questione di tempo. Guardando al futuro, il passo successivo sarà trasformare gli edifici a zero emissioni in edifici a zero impatto ambientale, chiudendo il ciclo di produzione, installazione e smaltimento senza impattare con sostanze nocive.

Andrea Bernardi
Consulente Energetico
Studio Tecnico Bernardi
www.studiobernardi.eu