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Solare termico: tutto ciò che c’è da sapere in merito a componenti, funzionamento ed efficacia

A cura di: Simone Michelotto

Evitare e risolvere i problemi di surriscaldamento e stagnazione di un impianto solare termico

Accorgimenti installativi e di gestione che permettono di ovviare ai problemi di surriscaldamento che spesso colpiscono gli impianti solari termici

A causa di forte insolazione e/o di un utilizzo limitato, negli impianti solari possono insorgere problemi di surriscaldamento il quale può interessare sia i serbatoi d’accumulo, sia il circuito solare.
 
L’acqua contenuta nei serbatoi d’accumulo non deve superare la temperatura massima riportata sui certificati di omologazione, valore che dipende dai materiali di costruzione e dai rivestimenti interni; il superamento della temperatura massima ammessa può recare grave danno sia alla tenuta dei serbatoi sia alla potabilità dell’acqua. Per evitare tali pericoli si possono utilizzare l’azione combinata di un termostato e di una valvola elettrica a due vie, la quale farà sì che venga scaricata all’esterno l’acqua del serbatoio qualora venisse superata la temperatura ammessa: l’acqua calda che fuoriesce richiamerà acqua fredda comportando quindi un abbassamento di temperatura. Un’altra soluzione è quella di utilizzare un termostato o una sonda di sicurezza per bloccare la pompa del circuito solare al superamento del limite ammesso.
 
A pompa ferma, ossia in assenza delle dispersioni del serbatoio d’accumulo, le temperature del fluido all’interno del circuito solare, in particolare all’interno dei pannelli, crescono sensibilmente, stabilizzandosi solo quando lo stesso circuito disperde una quantità di energia termica pari a quella captata dai collettori: in tal caso si ha il fenomeno della stagnazione. Esso provoca la vaporizzazione e l’ebollizione del fluido vettore il quale può risultarne degradato o può fuoriuscire dal circuito solare. La fuoriuscita del fluido, nelle comuni miscele antigelo, dà luogo ad alterazioni permanenti che lo rendono corrosivo e quindi in grado di danneggiare i manti e le guaine di impermeabilizzazione nonché danneggiare altri parti dell’impianto o dell’edificio; il degrado del fluido comporta alterazioni che ne compromettono le caratteristiche e, di conseguenza, la sua resa e la sua difesa antigelo. Tali problemi si possono risolvere dimensionando in modo opportuno i sistemi di sicurezza, espansione ed eliminazione dell’aria e non trascurando la manutenzione; essi possono essere efficacemente evitati anche ponendo in opera mezzi di smaltimento del calore in eccesso.  
Negli impianti medio-grandi, in genere, conviene smaltire…