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Legna o pellet: tecnologie a confronto. Costi, consumi e incentivi
Scegliere una stufa a pellet o a legna come sistema di riscaldamento per la propria abitazione significa mediare tra due aspetti importanti: l'estetica e la tecnologia del prodotto. Senza nulla togliere all'importanza dell'aspetto estetico, che indirizza verso un modello piuttosto che un altro e che ha stretti legami con il proprio gusto e personalità, in questa sede vogliamo approfondire le scelte di carattere più tecnico, che mirano ad avere un riscaldamento perfettamente in linea con le proprie esigenze. Negli ultimi anni le stufe hanno subito una notevole evoluzione tecnologica. Si è infatti assistito al passaggio dai vecchi sistemi a caricamento manuale ai moderni dispositivi a controllo automatico e digitale, per arrivare fino alle termostufe, in grado, da sole, di soddisfare il fabbisogno di un intero appartamento. Le moderne stufe a legna garantiscono inoltre basse emissioni di gas serra, contenuti consumi energetici e un maggiore risparmio economico rispetto ai combustibili fossili come metano, gasolio e Gpl. Apparecchi di questo tipo hanno rendimenti che variano dall'83% a oltre il 90% e tutti questi valori si trovano scritti nell'etichetta matricola della stufa. Vediamo quali informazioni deve contenere: 1) se il prodotto è marchiato CE o meno (i prodotti non CE non possono essere venduti nel territorio nazionale). L'indicazione EN 14785:2006, che e la norma europea di riferimento per le stufe a pellet e indica il metodo di prova adottato Per una corretta posa in opera della stufa bisogna prevedere una certa distanza sui lati e sul retro, sia dalle pareti, sia da eventuali oggetti infiammabili. A seconda del prodotto, tra le pareti e la stufa deve essere lasciato uno spazio di 15-35 cm posteriormente e di 30-60 cm sui lati. Se l'aria calda fuoriesce anche dal lato posteriore del generatore, rivolto verso una parete, occorre installare su questa un pannello coibente e ignifugo e prima di appoggiare la stufa su parquet, moquette, tappeti o materiali infiammabili, predisponete un supporto resistente al fuoco, come una piastra in acciaio o in vetro, che deve sporgere almeno 30 cm da ogni lato della stufa. Per un corretto funzionamento occorre collocare la stufa in un luogo in cui sia garantito l'afflusso d'aria necessaria per la combustione e un'adeguata evacuazione dei fumi. Altrettanto importante è la corretta conformazione del comignolo. L'afflusso d'aria deve avvenire attraverso aperture permanenti praticate sulle pareti del locale che danno verso l'esterno. Queste ultime non devono essere ostruite né dall'interno né dall'esterno e devono essere protette con griglie o reti metalliche. Il camino deve essere di tipo antivento e composto da un numero di elementi tali che la somma della loro sezione, in uscita, sia sempre doppia rispetto a quella della canna fumaria. Il comignolo deve essere posizionato in modo che superi il colmo del tetto di circa 500 mm, consentendo il trascinamento dei fumi all'esterno della canna fumaria anche in presenza di forti venti orizzontali. Per quanto riguarda i costi medi della legna da ardere, questa presenta prezzi diversi a seconda delle zone: in montagna, dove è facile reperirla dai fornitori locali, costa meno che in città o al mare. I costi oscillano tra 10 e 17 euro al quintale. Per la stufa il consumo di legna con umidità del 20% e ad un temperatura media è di circa 2-4 kg all'ora. Nelle zone di montagna, d'estate, si può anche fare scorta di legna nei boschi con i propri mezzi. Una confezione da 20 kg di tronchetti pressati, costa invece circa 3,5 euro mentre il pellet costa circa 37 euro al quintale ma il rendimento è superiore a quello della legna.
Note: Per calcolare quanto approssimativamente serve per riscaldare un appartamento dotato di una stufa tra 10kW con un rendimento del 87% nel suo funzionamento alla massima potenza consumata in un'ora: 10/(5*0.87)= 2.29kg. Per simulare il funzionamento al minimo del generatore si stima la potenza ridotta ad un terzo, ottenendo un consumo pari a 765 grammi di pellet all'ora. Per quanto riguarda la manutenzione di questi generatori, deve essere fatta una volta all'anno magari nel periodo nel quale l'apparecchio non viene utilizzato da uno dei centri di assistenza tecnica autorizzati dal costruttore del prodotto. In quell'occasione i tecnici devono pulire l'inserto del focolare, le grigie di combustione ed eliminare le incrostazioni che si possono formare ostruendo fori. Infine il centro di assistenza deve verificare anche il corretto funzionamento e taratura del sistema di caricamento automatico in caso fosse installato. Il riscaldamento delle abitazioni tramite stufe a legna può agevolare non solo da punto di vista del risparmio nergetico ma anche per il fronte "tasse", secondo particolari condizioni. I generatori a legna e a pellets, se in sostituzione di una caldaia a gas o a gasolio, possono accedere allo sconto fiscale del 55% (comma 344 della Finanziaria 2007 prorogato fino al 2010) se seguono le seguenti condizioni: In questo caso l'aliquota IVA del 10% riguarda sia le forniture di beni che le prestazioni di servizi a condizione che i beni forniti non siano considerati "Significativi". Se il bene fornito è "significativo" (come le caldaie) l'IVA da applicarsi va calcolata come da Legge 488/99, art.7. Infine in caso di generatori combinati legna/gas o legna/gasolio la detrazione dovrà essere richiesta per il solo generatore a legna. Andrea Bernardi |
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