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Direttiva per l’efficienza energetica: non c’è accordo tra le nazioni dell’UE |
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20/02/2012 – La direttiva per l’efficienza energetica (DEE) che impone obiettivi vincolanti sul risparmio energetico continua ad incrementare il disaccordo tra le nazioni dell’Unione Europea e potrebbe avere come conseguenza la scelta di obiettivi più superficiali e una minore fiducia degli investitori sul tema in questione. L´obiettivo della direttiva è quello di offrire le giuste linee guida per raggiungere l´obiettivo di riduzione del consumo energetico del 20% entro il 2020 con l´applicazione di una serie di misure obbligatorie di efficienza energetica. Nello specifico le misure comprendono l´istituzione di programmi di risparmio energetico in tutti i paesi membri e l´obbligo per le utilities energetiche di produrre un risparmio energetico annuo dell´1,5% del volume delle loro vendite energetiche nel corso dell´anno precedente. Agendo in questo modo la direttiva potrebbe ridurre il consumo energetico dell´Unione Europea del 6,4% entro il 2020. I pareri sono discordanti. Martin Lidegaard - ministro danese per il clima, l´energia e l´edilizia - ha dichiarato che molti Stati sono ancora fermi su quelle che lui definisce "difficoltà" e non sulle soluzioni. In riferimento a questo ha chiesto una maggiore flessibilità per raggiungere il giusto compromesso con il Parlamento e la Commissione. Parere condiviso anche dalla delegazione rumena che considera l´attuazione della direttiva piuttosto problematica a causa delle misure di austerità già in atto. Il Consiglio è stato criticato anche da Greenpeace che ha accusato lo stesso di essersi concentrato troppo sulle infrastrutture per combustibili fossili e non sulla smart grid. Inserisci un commento a questo articolo |
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