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L’impegno di Daikin per il recupero dei gas refrigeranti e lo sviluppo di un’economia circolare degli HFC

Il regolamento Europeo sugli F-gas sta imponendo dei cambiamenti consistenti per i settori HVACR che devono necessariamente adeguare la propria produzione alla disponibilità di HFC, una disponibilità che è in calo anno dopo anno in modo sempre più consistente per via degli obiettivi di phasing-out assunti. Questa quantità è calcolata in CO2 equivalente in base al periodo di riferimento e, ad oggi, la quantità di HFC disponibile è del 63% mentre entro il 2030 dovrà ridursi gradualmente fino al 21%.
 
Per raggiungere questo obiettivo è necessario mettere in atto una serie di azioni combinate che partano dalla transizione a refrigeranti con potere inquinante più basso, passino per la riduzione della carica di refrigerante nelle apparecchiature, la riduzione delle perdite e arrivino fino al rafforzamento del sistema e delle pratiche di recupero, rigenerazione e riutilizzo dei refrigeranti.
 
Un’azienda molto attenta al problema della transizione ad una climatizzazione più sostenibile è Daikin che, fin dal 2015, ha iniziato a sviluppare la propria linea di condotta ed il proprio piano d’azione orientando ogni iniziativa alla tutela dell’ambiente e all’evoluzione sostenibile del sistema HFC.
 
L’azienda produttrice di apparecchiature per la climatizzazione e refrigeranti è molto consapevole delle proprie responsabilità ed è per questo che ognuna delle sue innovazioni tiene conto di valutazioni strettamente legate alla sicurezza, all’efficienza, all’impatto ambientale ed alla sostenibilità economica.
 
Uno dei fattori che Daikin è sicura riuscirà ad assicurare la disponibilità degli HFC nel tempo è il recupero e il riutilizzo dei refrigeranti nelle nuove installazioni e nella manutenzione dei sistemi HVACR. Il lavoro che è stato svolto finora in Europa in questo senso è stato assolutamente positivo, lo dimostrano le rilevazioni compiute dall’Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA), Daikin tuttavia ritiene fondamentale approfondire questa pratica in Europa diffondendo al contempo il concetto di economia circolare per i refrigeranti a livello globale.
 
Partendo dall’esperienza svolta in Giappone dall’azienda, Daikin Europe N.V. ha deciso di investire nel recupero e nella rigenerazione dei refrigeranti, partendo in primis da quelli della propria organizzazione per sviluppare poi quest’attività grazie a collaborazioni con altri soggetti europei interessati.
 
Daikin quindi, attenta alla sostenibilità ambientale e alla riduzione degli HFC, negli anni ha sviluppato una serie di azioni che mirano a sostenere gli obiettivi europei e internazionali di conversione ad un sistema a minor impatto ambientale, tra queste vi sono:
 
  • Lo sviluppo e la produzione di refrigeranti a minor GWP come ad esempio l’R-407H;
  • La realizzazione ed immissione sul mercato di prodotti per la climatizzazione che utilizzano refrigeranti a minor potenziale inquinante, come ad esempio le pompe di calore caricate con l’R32 piuttosto che l’R-410A ed apparecchiature che usano R-410A o R-407H invece che l’R-404A per la refrigerazione commerciale;
  • La proposta che Daikin ha lanciato ad aziende di tutto il mondo di utilizzare gratuitamente 93 brevetti, in modo che potessero sviluppare e immettere sul mercato sistemi di condizionamento e pompe di calore utilizzanti l’R-32;
  • La progettazione di sistemi che permettano una carica minore di refrigerante, come ad esempio l’utilizzo di scambiatori di calore a micro canale;
  • Il contributo diretto alle attività svolte dagli enti normativi al fine di migliorare la tenuta degli elementi di giunzione al contempo sostenendo le attività di formazione dei tecnici manutentori e gli installatori così da prepararli ad un utilizzo sicuro e consapevole dei gas refrigeranti a basso GWP. 

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