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Sempre meno carbone per l’energia dell’UE: il primo semestre del 2019 registra un -19%

Un recente studio lo conferma: il sistema carbonifero europeo è al collasso. È colpa (o merito) delle rinnovabili

L’energia prodotta sfruttando il carbone in UE continua a diminuire, solo nella prima metà di quest'anno si è registrato un crollo del -19%, con diminuzioni in quasi tutti i paesi che ancora si affidano a questa fonte fossile.
Metà del energia che, prima, era prodotta grazie al carbone, è stata sostituita dalle fonti eolica e solare, mentre il restante 50% è stato prodotto sfruttando il gas fossile.

Un recente studio si Sandbag, relativo al primo semestre 2019, intitolato Europe’s great coal collapse of 2019, annuncia il “collasso” del sistema carbonifero europeo, spiegando che, se il trend negativo dovesse continuare per il resto dell’anno, si arriverebbe a ridurre le emissioni di CO2 di 65 milioni tonnellate rispetto al 2018, riducendo l’emissione di gas a effetto serra dell'UE dell'1,5%.
Un risultato positivo, considerati gli obiettivi UE di riduzione delle emissioni di CO2, che sono strettamente legati all’uso del carbone come fonte energetica.
 
Dave Jones, analista dell'elettricità presso Sandbag, ha commentato:
“Il 2019 potrebbe segnare l'inizio della fine per l'energia del carbone in Europa. Le riduzioni maggiori sono state riscontrate in quei Paesi che incoraggiano la diffusione dell'eolico ed il solare, pianificando un graduale allontanamento dal carbone come fonte energetica. Ora che il meccanismo fondato sul prezzo delle emissioni di carbonio sta dando i propri frutti, con un costo vicino a 30 € per tonnellata, l'economia ha già iniziato la transizione non solo dal carbone al gas, ma anche da carbone alle fonti rinnovabili. E ora che l'economia è cambiata, per la politica ora è molto più semplice incentivare l'eolico e il solare e pianificare una transizione completa dal carbone alle fonti sostenibili. Ogni Paese, con il giusto impegno, può riuscire a eliminare progressiva il carbone fino al 2030."
 

Sempre meno carbone nel vecchio continente

 
Tutti i paesi dell'Europa occidentale hanno registrato forti cali percentuali nell’affidamento al carbone, dal 22% della Germania al 79% dell’Irlanda, al contempo in molti paesi dell'Europa occidentale ci sono stati periodi di produzione di carbone pari a zero o vicina allo zero: in Irlanda, Francia e Regno Unito il carbone ha rappresentato meno del 2% del mix elettrico e solo il 6% in Spagna e Italia. Durante il primo semestre del 2019 nel Regno Unito è avvenuto un evento straordinario: prima volta dall'inizio della rivoluzione industriale tutte le centrali a carbone sono rimaste spente per un periodo di due settimane.
Questi dati sono considerabili molto positivi e, anche se il tasso di affidamento al carbone scende ancora lentamente, si può affermare che in Europa l’eliminazione di questa sia davvero in corso.
 
In Europa orientale invece la situazione è differente, la riduzione nell’uso del carbone è decisamente inferiore, a causa della minore diffusione delle tecnologie eoliche e solari. Basti pensare che nell’Europa dell’Est si trova solo il 5% dell'energia eolica e solare installata nel 2018.

I driver che hanno portato alla diminuzione dell’importanza del carbone sono sostanzialmente tre:
1. La grande diffusione dell’eolico e del solare;
2. Il maggiore affidamento al gas fossile in sostituzione del carbone mentre;
3. La chiusura delle centrali a carbone.
 
In UE, da gennaio a giugno 2019, il carbone ha prodotto circa 50TWh di energia in meno rispetto all’anno precedente, a fronte di un aumento di 30TWh nella produzione di energia eolica e solare e di un aumento di 30TWh nella produzione di gas. I restanti 10TWh sono stati assorbiti da un aumento strutturale del consumo di elettricità.
 

Il ruolo dell’eolico e il solare nell’abbandono del carbone


Nella prima metà del 2019 eolico e solare sono aumentati di 32TWh rispetto al 2018, una crescita in linea con le aspettative. Un quinto dei TWh installati corrisponde ad impianti eolici mentre il quinto restante è composto da impianti fotovoltaici, che continuano a contribuire all’allontanamento dal carbone, ma non hanno neanche lontanamente raggiunto il proprio potenziale.
I dati condivisi da SandBag nel suo Report sulla transizione energetica europea evidenziano l’immediata correlazione tra diffusione delle rinnovabili e diminuzione nell’utilizzo del carbone per la produzione energetica, anche se al momento i Paesi dell’Europa occidentale raggiungono obiettivi ben più positivi rispetto ai vicini dell’Est.
 
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