Focus risparmio energetico

Il mercato italiano del pellet sfiorerà i 5 milioni di tonnellate nel 2020

Secondo un’analisi del dipartimento dell’agricoltura americano, dopo un leggero calo nei consumi nel 2015, il consumo di pellet tornerà a crescere

3,4 milioni di tonnellate di pellet consumate in Italia nel 2014, con un consumo domestico pari al 96% del totale.

Questi alcuni dei dati emersi dall’analisi del Global Agricultural Information Network del dipartimento dell’agricoltura americano, che evidenzia come l’Italia sia un Paese leader per il consumo di pellet.

Secondo quanto ci si aspetta dallo sviluppo del mercato del riscaldamento, e secondo il piano d’azione per le energie rinnovabili stabilito in Italia, si prevede che l’utilizzo del pellet in Italia scenda leggermente a 3,3 milioni di tonnellate per quest’anno, per poi arrivare a un consumo di 5 milioni di tonnellate nel 2020.

In Italia il pellet è usato principalmente su piccola scala, nelle caldaie per il riscaldamento sia industriali, che residenziali. La quasi totalità del pellet consumato viene venduto in sacchi.

In ogni caso, solo il 20% della domanda viene soddisfatta dalla produzione interna: ben l’80% della domanda di pellet in Italia è soddisfatta dalle importazioni. La Lombardia è il sito produttivo principale, che riesce a soddisfare il 45% della fornitura nazionale. Seguono il Veneto, con il 18%; il Friuli Venezia Giulia, con il 16%; e il Trentino Alto Adige, con l’8%.

L’Italia è un nuovo grande importatore di pellet, con quasi 2 milioni di tonnellate importate nel 2014 principalmente dall’Austria, dal Canada, dagli Stati Uniti; dalla Germania e dalla Bosnia Erzegovina.

Il report completo è disponibile, gratuitamente, in allegato.
 
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