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Impianti ibridi termico-fotovoltaico: cresce il mercato europeo dei pannelli sia fotovoltaici che termici

Costo inferiore e possibile aumento di efficienza: in Europa è positivo il trend di crescita per gli impianti ibridi termico-fotovoltaico

In Europa aumenta il numero di prodotti e di produttori di impianti ibridi termico-fotovoltaici, i cosiddetti sistemi PVT, lo si è stabilito al Workshop Internazionale sullo stato dei sistemi PVT tenutosi a Friburgo il 16 maggio scorso e organizzato dal Fraunhofer ISE.
 
Quest’evento, che è stato tenuto come parte del IEA SHC Task 60Applicazione dei collettori PVT e delle nuove soluzioni nei sistemi HVAC” (trad. it.) ha visto la partecipazione di 15 relatori che hanno aggiornato i 63 studiosi, ricercatori e professionisti del settore sullo stato dell’arte della ricerca ed i prodotti PVT.
 
Gli oratori, attraverso i propri interventi, hanno dimostrato che sul mercato esiste una domanda di sistemi PVT ed hanno nominato una serie di start-up e produttori specializzati che offrono un’ampia gamma di prodotti per applicazioni residenziali, commerciali e industriali. Dalle informazioni che si ricavano direttamente dalla Task 60 sembra che la maggior parte dei collettori PVT siano privi di copertura trasparente e usati in combinazione con pompe di calore, sul mercato esistono tuttavia dei prodotti ricoperti con una copertura e anche dei sistemi a concentrazione.
 
In base al range di temperatura che i collettori producono possono essere suddivisi in tre categorie principali:
  • Bassa temperatura, tra gli 0° e i 50°;
  • Temperatura media, tra i 30° e gli 80°;
  • Alta temperatura, fino a 180° C.
 
Corry de Keizer, Project Leader al Solar Energy Application Centre situate in Olanda, ha comunicato che negli ultimi anni si è assistito ad un aumento costante del numero di produttori di soluzioni PVT. I prodotti di questo tipo attualmente in commercio in Europa sembrano essere 54, con ulteriori 6 che attendono la propria commercializzazione.
 
“Dei dati così positivi – ha commentato Jean-Christophe Hadorn, responsabile della Task 60 – provano che l’innovazione sta coinvolgendo la comunità PVT. Ma, allo stesso tempo, la giovane età del mercato PVT provoca ancora una certa volatilità”
 
Le prime tecnologie PVT sono state sviluppate in Olanda già nei primi anni 90, al tempo avevano però ottenuto poco successo a livello commerciale. Oggi invece si sta registrano un aumento di interesse per queste tecnologie,  dovuto soprattutto all’aumento della richiesta di edifici nzeb e dal peggioramento della reputazione del gas e degli effetti delle trivellazioni sull’ambiente.
 
Il prezzo medio di un pannello PVT è stato presentato da de Kaizer e sembra aggirarsi attorno ai 300 € al metro quadro, una cifra consistente ma inferiore a quanto si potrebbe spendere per l’acquisto di un pannello fotovoltaico ed un collettore solare termico. Acquistandoli separatamente infatti il primo costerebbe circa 120 €/m2 mentre il secondo ha un prezzo che si aggira sui 220 €/ m2: l’acquisto di un pannello PVT permette quindi di risparmiare all’incirca il 10% del totale.
 
Nonostante la convenienza economica dei sistemi PVT vi sono degli ostacoli tecnici che ne disincentivano l’adozione: in particolare la maggiore complessità di progettazione e installazione rispetto ai sistemi tradizionali, così come la difficile ottimizzazione dei pannelli e la loro non certa affidabilità a lungo termine. Inoltre, la mancanza di standard tecnici per questo segmento di prodotti è un limite per lo sviluppo dell’industria e per lo sviluppo di fiducia in questa tecnologia da parte degli installatori ed i clienti.
 
Il settore ha ottime chances di crescita nel prossimo futuro, tuttavia la ricerca dovrà necessariamente fare dei passi avanti per aumentare le prestazioni dei collettori, in particolare per quanto riguarda l’efficienza termica, sembra infatti che le perdite di calore potrebbero essere ridotte addirittura dell’80%. Altri problemi da superare sono invece rappresentati dalla perdita di efficienza elettrica, che per i pannelli PVT si aggira attorno al 3%, e dal più alto rischio di surriscaldamento. L’obiettivo della ricerca è inoltre quello di migliorare il trasferimento di calore all’interno degli assorbitori PVT in modo da far diminuire la temperatura di esercizio delle celle fotovoltaiche così da aumentare l’efficienza di conversione.
 
La ricerca sugli impianti ibridi termico-fotovoltaici continua quindi con grande attenzione da parte degli esperti del settore che si augurano di poterne migliorare l’efficienza complessiva e l’affidabilità, così da farli conoscere maggiormente al pubblico europeo ed a stimolarne la produzione e la pubblicità.
 
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