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L’idroelettrico sottovalutato, scoperti 530mila siti in cui realizzare bacini per l’accumulo

Una ricerca Australiana ha messo in luce il grande potenziale dell’idroelettrico: al mondo ci sono 530mila siti idonei non sfruttati

Una ricerca dell’Australian National Univerity ha messo in luce 530.000 luoghi in cui potrebbero sorgere bacini idroelettrici efficienti e, lo studio afferma, se venisse realizzata anche solo una porzione minima di questi impianti si potrebbe rifornire la rete elettrica di energia sicura, a basso costo e al 100% rinnovabile.
 
Le reti elettriche a emissioni zero continuerebbero a sfruttare principalmente l’energia prodotta da impianti eolici e fotovoltaici, la grande capacità di accumulo dei bacini idroelettrici saprebbe però dare sicurezza alla fornitura energetica anche nei momenti di produzione da FER scarsa o nulla.
 
Uno dei ricercatori australiani che hanno lavorato allo studio, il Dott. Matthew Stocks ha annunciato che l’insieme dei bacini idroelettrici che sono stati immaginati, tutti pensati per lo stoccaggio di energia idroelettrica pompata fuori fiume, complessivamente potrebbero accumulare una potenza pari a 22 milioni di GWh, cioè centinaia di volte più di quanto sarebbe necessario per supportare una società che si appoggia al 100% sulle rinnovabili.
 
Stocks ha spiegato “Abbiamo identificato così tanti potenziali siti in cui creare bacini idroelettrici che per sostenere l’esigenza di accumulo globale sarebbe sufficiente sfruttarne meno del’1%”.

Questa ricerca fa luce sul fatto che, a differenza di quanto non si pensi, nel mondo ci sono centinaia di migliaia di siti in cui possibile realizzare impianti di accumulo energetico di tipo idroelettrico.
 
Naturalmente si tratta di una ricerca basata sulle mere caratteristiche fisiche del territorio, pertanto prima di poter considerare realmente realizzabili i 530.000 potenziali impianti idroelettrici sarebbe necessario realizzare anche analisi geologiche, idrologiche, ambientali e studi sulla fattibilità tecnico-economica delle operazioni.
 
Questa nuova ricerca sull’idroelettrico, pur fondandosi su una tecnologia tutt’altro che nuova, potrebbe dare nuova luce e nuova speranza ai progetti che cercano di dare stabilità alla produzione energetica da fonti rinnovabili attraverso strumenti e impianti che accumulano energia e la rilasciano a seconda delle esigenze; anzi, per converso, sfruttare tecnologie impiantistiche ben conosciute e relativamente poco costose potrebbe essere il vero segreto per dare il via alla transizione verso un futuro a energia green.
 
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