Focus risparmio energetico

Energy mix con FER al 59% entro il 2030, per l’Italia è possibile a costo zero

Uno studio sull’adeguamento al Clean Energy Package ha dimostrato che la quota di FER nell’Energy Mix italiano potrà essere superiore a quella imposta dalla SEN

L’Italia può riuscire ad arrivare ad una quota di rinnovabili del 59% nell’energy mix sfruttando le nuove tecnologie sostenibili ed economiche e, al contempo, può raggiungere e forse superare gli obiettivi di energia e clima imposti dalla SEN e dagli Accordi di Parigi, lo afferma uno studio dell’European Climate Fundation.
 
La fondazione ha da pochi giorni pubblicato un report dal titolo “Cleaner, Smarter, Cheaper: Responding to opportunities in Europe’s changing energy system” che analizza come l’Italia abbia la possibilità di superare gli attuali obiettivi del Clean Energy Package e decarbonizzare il sistema senza ulteriori spese e senza dover aumentare l’utilizzo del gas.
 
Lo studio analizza i contenuti del Clean Energy Package (CEP) e le sue potenzialità soprattutto in virtù del fatto che i costi delle tecnologie delle FER e dei prodotti per l’accumulo sono diminuiti in modo inaspettato, così come sono stati imprevisti i progressi fatti sul piano dell’elettrificazione e dei consumi intelligenti. Gli esperti dell’European Climate Fundation con questo Report hanno analizzato in particolare le possibili evoluzioni per l’Italia.
In prima battuta sembra che la decarbonizzazione del paese non dovrebbe provocare ulteriori costi. Gli investimenti da affrontare per nuove installazioni di fotovoltaico e per sfruttare maggiormente gli impianti a gas già esistenti saranno infatti pienamente compensati da un calo del consumo di carbone ed una ridotta importazione di elettricità. Perché l’Italia riesca ad eliminare totalmente il carbone tra l’altro non è necessario aumentare il numero di impianti a gas.
 
Entro il 2030 l’Italia potrà raggiungere una quota di FER nell’energy mix pari al 59% del totale, superando così l’obiettivo previsto dalla SEN nazionale, che è del 55%. Questo risultato risulta raggiungibile grazie alla diminuzione del costo della tecnologia fotovoltaica.
 
L’energy mix del futuro sarà inoltre solido e conveniente grazie a un aumento della produzione interna di rinnovabili, a un maggiore utilizzo degli impianti a gas, all’aumento delle importazioni di elettricità e ad una gestione intelligente dei consumi. L’importazione di energia elettrica e le attività di cooperazione regionale saranno inoltre strumenti utilissimi al fine di ridurre il costo delle bollette dei cittadini e permettono di aumentare la sicurezza energetica nazionale, si dell’Italia che degli Stati vicini.
 
Per poter venire incontro all’aumento del bisogno di flessibilità richiesto dall’aumento delle rinnovabili, e soprattutto dell’energia fotovoltaica, sarà fondamentale imparare a gestire la domanda attiva e lo stoccaggio giornaliero di energia attraverso veicoli elettrici. Le interconnessioni risulteranno sempre più strategiche infatti per poter aumentare la flessibilità e sostituire l’energia elettrica prodotta dal carbone con importazioni a basso impatto ambientale e a basso costo in grado da coprire quasi il 60% dell’energy mix.
 
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