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ENEA: crescita lenta per le rinnovabili e decarbonizzazione a rischio per il 2030

Il rapporto trimestrale sullo stato del sistema elettrico nazionale evidenzia anche il prezzo sempre troppo alto dei costi energetici e del gas: Italia tra i paesi più cari d’Europa

L’Italia supera dello 0,6% il target stabilito dall’Europa di energie rinnovabili sui consumi finali (fissato al 17%) con quattro anni di anticipo, ma allo stesso tempo ha diminuito il processo di decarbonizzazione a causa del rallentamento di crescita delle rinnovabili.
 
Ciò significa che le prospettive per il dopo 2020 stanno peggiorando e lo dimostra anche il livello sempre elevato dei prezzi di energia elettrica e gas: è quanto emerge dall’Analisi Trimestrale del Sistema Elettrico, che Enea svolge regolarmente per monitorare la situazione energetica nel nostro Paese.

Il rapporto presenta i risultati di un’attività sistematica di monitoraggio e analisi del sistema energetico italiano, caratterizzata da tempestività, trasparenza delle fonti e delle metodologie utilizzate, accessibilità dei dati e delle elaborazioni, approccio sistemico rispetto alla multidimensionalità della politica energetica e ai possibili trade-off, rappresentazione sintetica della complessità del sistema energetico Il sistema energetico italiano è in una fase transitoria, tra sfide e potenziali criticità, e necessita di valutazioni rigorose: i dati e i numeri sono spesso frammentari e disomogenei poiché risultato di ricerche diverse. Lo studio di ENEA, che avrà cadenza trimestrale, si propone come analisi imparziale e dettagliata della realtà energetica italiana.
 
 

Energia e gas ancora troppo cari: per l’Italia le bollette più care d’Europa

 
Le piccole utenze in Italia si ritrovano a pagare mediamente il 15% in più rispetto al costo medio europeo: questo vale sia per l’energia elettrica che per il gas. Nonostante infatti nello scorso anno il costo del kWh sia sceso del 5%, si attesta comunque su un prezzo tra i più cari d’Europa e a risentirne sono appunto le piccole utenze che, rispetto alla grandi utenze, pagano prezzi quasi doppi a livello nazionale.

L’analisi di ENEA sul sistema elettrico italiano nel 2016 ha fatto emergere che fino a Settembre il trend era simile agli anni precedenti: quindi, domanda in lieve calo, FER non programmabili a picchi massimi, prezzo di borsa ai minimi, persistenza anche se ridotta dell’overcapacity, redditività migliore per i cicli combinati a gas (complice i prezzi al minimo del carburante). Da Settembre a Dicembre il fermo dei reattori francesi ha portato su i prezzi anche sul mercato italiano, arrivando a 56 €/MWh, mentre l’overcapacity è stata meno ampia del previsto.
 
La decarbonizzazione è un altro punto a rischio, secondo le previsioni di ENEA: secondo la ricerca infatti la forte diminuzione dei consumi energetici e delle emissioni negli ultimi anni è stato dovuto a un calo di attività economiche più che a interventi strutturali di risparmio. Considerando un aumento dei consumi legati alla ripresa economica quindi, potrebbero verificarsi delle difficoltà: il trend è sempre al ribasso (nel 2016 le emissioni di CO2 sono diminuite dello 0,8%), ma potrebbe essere a rischio l’obiettivo sul lungo termine (target 2030), specie per gli interventi del settore della climatizzazione degli edifici e dei trasporti.

Per questi motivi l’indice ENEA ISPRED, che misura la Sicurezza e i Prezzi dell’Energia e la decarbonizzazione, si è ridotto da 0,53 a 0,51, a significare il lieve peggioramento delle tre variabili alla base dello studio, ovvero prezzi bassi, alta sicurezza e decarbonizzazione. 
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