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Consumi energetici 2016: l’UE si allontana del 4% dall’obiettivo fissato per il 2020

Eurostat: consumi energetici aumentati nel 2016, il divario con l’obiettivo target al 2020 cresce del 4% per l'energia primaria e del 2% per quella finale

Eurostat ha confermato attraverso un suo recentissimo report un preoccupante allontanamento dell’Unione Europea dai target per i consumi energetici imposto con la strategia Europa 2020.
 
Risale a pochi giorni fa il report Eurostat sul consumo energetico europeo nel 2016, un’analisi sugli andamenti di consumo di energia primaria, energia finale e consumo energetico lordo in UE dal 1990 al 2016.
 
L’Unione Europea, lo ricordiamo spesso, negli ultimi anni ha preso degli impegni importanti ai fini della tutela ambientale. Tra i più ambiziosi, oltre all’utilizzo per il 20% di energia da fonti rinnovabili, rientra quello di riduzione del consumo energetico del 20% entro il 2020, rispetto alle stime previste.
 
In concreto l’Unione Europea, e di fatto tutti gli Stati Membri che la compongono, si sono impegnati a consumare non più di 1483 milioni di tonnellate(Mtoe) di energia primaria e non più di 1086 milioni di tonnellate di energia finale, entro il 2020.
 

Consumo energetico UE nel 2016: energia primaria: +4% 

 
I dati rilevati dall’Eurostat per il 2016 hanno registrato un consumo di energia primaria pari ad un gap del +4% rispetto all’obiettivo europeo. Se paragonato ai dati del 1990 (i primi mai registrati) questo risultato potrebbe risultare positivo con un consumo ridotto dell’1,7% rispetto a quello iniziale; tuttavia, osservando la curva di consumo, si evidenzia come il 2016 non sia stato l’anno migliore in termini di avvicinamento ai target.
 
L’anno record continua infatti ad essere il 2014 durante il quale sono state consumate 1509 milioni di tonnellate di energia primaria, con uno scostamento dell’+1,7% rispetto all’obiettivo per il 2020. Il record in negativo invece si è registrato nel 2006 nel quale lo scostamento è stato ben del 16,2% con 1723 milioni di tonnellate consumate.
 
Rispetto alla tendenza positiva in fatto di consumi, registrata fin dal 2010, gli anni 2015 e 2016 hanno comportato una pericolosa inversione di tendenza. Un avvenimento che inevitabilmente allarma e aumenta i dubbi sulla effettiva raggiungibilità degli obiettivi europei.
 

Energia finale: + 2% nel 2016

 
Anche per ciò che riguarda l’energia finale il 2016 ha fatto registrare un aumento dei consumi (1108 Mtoe) allontanando così l’Europa del 2% dall’obiettivo 2020.
 
Rispetto al livello di consumi del 1990, nel 2016 il consumo di energia finale è aumentato del 2,1%, passando da 1085 Mtoe a 1108 Mtoe. Anche in questo caso il 2006 ha fatto stabilire il record negativo, con 1194 Mtoe di energia consumate e uno scostamento del 10% dal target europeo; il 2014 è risultato invece l’anno migliore, con un consumo complessivo di 1063 Mtoe, il 2,1% sotto l’obiettivo.
 
Anche considerando l’energia finale si evidenzia quindi un aumento dei consumi che ha causato un allontanamento dal target, che nel 2014 era invece stato pienamente raggiunto.
 

Consumo energetico interno lordo

 
Nel complesso i dati Eurostat sottolineano un calo del consumo energetico interno lordo (1641 Mtoe) rispetto al picco registrato nel 2006 (1840 Mtoe), ma al contempo un suo aumento del 6,1% rispetto agli anni tra il 1996 il 2006.  
 
Chiaramente tutti questi dati sono il risultato di una media dei dati provenienti dai 26 Stati considerati. Tra questi vi sono solo due Nazioni che hanno fatto registrare un aumento dei propri consumi energetici tra il 2006 e il 2016, l’Estonia (+13,4%) e la Polonia (+3.2%).
 
Vi sono inoltre tre Stati particolarmente virtuosi che hanno fatto registrare cali nel propri livelli di consumo con percentuali maggiori rispetto al 20% indicato dall’UE; si tratta della Grecia (-23,6%), Malta (-22,5%) e la Romania (-20,2%).


Il report Eurostat sui consumi energetici dell’UE nel 2016 è scaricabile qui di seguito. 
 
DOCUMENTAZIONE DISPONIBILE
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