Focus risparmio energetico

Per la climatizzazione l’UE nel 2017 ha sfruttato energia da fonti rinnovabili per il 19,5%

In Italia, poco sopra la media, l’energia prodotta da fonti rinnovabili ha coperto il 20,1% del fabbisogno energetico richiesto per il riscaldamento e la climatizzazione

L’Unione Europea si affida sempre di più alle fonti rinnovabili per produrre riscaldamento e raffrescamento, lo annunciano le statistiche Eurostat relative ai dati 2017: per il clima indoor gli europei hanno utilizzato in media il 19,5% di energia da fonti green.
 
Nel complesso del consumo energetico europeo nel 2017 invece le rinnovabili hanno rappresentato il 17,5% del totale, con un aumento di mezzo punto percentuale rispetto all’anno precedente, che ha permesso di raggiungere il target europeo previsto per il 2020.
 
Rispetto all’8,5% del 2004 la percentuale di FER utilizzate complessivamente in UE è cresciuta del +9,5%, mentre il dato relativo alla percentuale di rinnovabili utilizzate per il riscaldamento e la climatizzazione è aumentata del 7,1%, con dato di partenza al 10,4%.  
 
Nelle stime Eurostat in merito al consumo di FER per la gestione del clima indoor sono state considerati anche i dati nazionali in merito all’energia termica ricavata grazie alle pompe di calore da fonte geotermica, idrotermica e aerotermica.
 
Naturalmente, come si può osservare dal grafico Eurostat, il dato a 17,5% rappresenta una media dei risultati annuali degli Stati Membri. le nazioni Nord-Europee si sono rivelate le più efficienti in fatto di riscaldamento da fonti sostenibili: la Svezia, guida la classifica con il 69,1% di FER utilizzate per il riscaldamento e la climatizzazione, seguita dalla Finlandia (54,8%), la Lettonia (54,6%) e l’Estonia (51,6%).
A chiudere la classifica invece ci sono le meno sostenibili Olanda (5,9%), Irlanda (6,9%) ed il Regno Unito al terzultimo posto (7,5%).


 
L’Italia nel 2017 si è collocata al 16° posto sui 28 Stati Membri dell’UE, con le fonti rinnovabili che forniscono il 20,1% dell’energia necessaria per il riscaldamento e la climatizzazione, una posizione, questa, al di sotto della metà classifica, ma tuttavia al di sopra della media complessiva dell’Unione.

Il risultato al 2017 in termini assoluti può essere considerato positivo dal momento che ha rappresentato il raggiungimento (comune) del target 2020 con tre anni di anticipo, lasciando tuttavia ancora molta strada da fare prima di poter raggiungere il nuovo obiettivo al 2030 che prevede l’utilizzo di energia da fonti rinnovabili per almeno il 32% del fabbisogno energetico europeo.
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