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Il cappotto vegetale fa risparmiare il 15% dell’energia in estate e il 10% in inverno

Migliore isolamento, spese in calo e più ossigeno nell’aria cittadina: un progetto ENEA svela i vantaggi di fare il cappotto vegetale alla propria casa

L’ENEA sta lavorando a un progetto pilota che studia i vantaggi del cappotto vegetale applicato agli edifici: grazie ad un alto livello di isolamento termico naturale in estate si può arrivare a risparmiare fino al 15% nella bolletta dell’energia.
 
Boschi verticali e giardini sul tetto. Sempre più spesso girando per le città ci si può imbattere in edifici più o meno ricoperti di specie vegetali che, non solo migliorano l’estetica delle costruzioni, ma permettono di risparmiare energia abbattendo il flusso termico, di quantificare gli effetti positivi di questa nuova tendenza si sta occupando l’ENEA con un progetto pilota in lavorazione al Centro Ricerche Casaccia.
 
Il progetto dell’ENEA è iniziato realizzando “una parete vegetale basata su un sistema estensivo di tetto-giardino e su una struttura autoportante posizionata a 50 cm dalla parete dell’edificio della Scuola delle Energie”, il luogo in cui si svolgono i corsi di formazione ENEA. In seguito, ha affermato Carlo Alberto Campiotti del Dipartimento Unità per l'efficienza energetica, è stato iniziato “lo studio delle interazioni tra le coperture verdi, i flussi energetici, il microclima e il comfort interno, diversificando le specie vegetali”.
 
I risultati di questo studio hanno dimostrato che l’installazione di un “sistema di piante” a parete o su tetti/terrazzi costituisce un vero e proprio cuscinetto isolante per le case o i condomini, le piante riescono quindi ad assorbire gran parte dell’energia solare evitando che questa colpisca direttamente l’edificio, mitigando così i picchi di temperatura estivi.
 
Un altro vantaggio comportato dalle piante è dovuto alla capacità di evapotraspirazione delle stesse: riescono infatti a dissipare una grande quantità di energia termica  facendo evaporare fino a 1 litro d’acqua al giorno per metro quadrato, impedendo che questa venga assorbita dalle pareti e rilasciata all’interno delle abitazioni sotto forma di calore.
 
Concretamente i ricercatori ENEA hanno appurato che il sistema di vegetazione permette di risparmiare il 15% dell’energia per il raffrescamento mentre in estate si arriva a percepire un risparmio del 10% in riscaldamento grazie all’effetto camino che si crea tra la parete e il manto vegetale, “in pratica - spiega Campotti -  una ventilazione naturale che toglie umidità alle pareti esterne e riduce la dispersione termica dell’edificio”.
 
Nel realizzare questo progetto l’ENEA ha svolto uno studio sulle varie tipologie di piante studiandone la tipologia fogliare (colore, spessore, ciclo biologico e disposizione sui fusti) in modo da comprendere quali fossero le specie che riuscivano a captare la maggior parte della radiazione solare. Si chiama Costante Verde (Kv) il parametro che permette di definire le caratteristiche energetiche e bioagronomiche delle piante, ed ha un valore che può andare da 0, nel caso in cui la pianta non riesca ad esercitare alcuna funzione di schermatura, a 1, laddove invece la vegetazione riesca a schermare totalmente le pareti dell’edificio. Tra le varietà di piante che hanno ottenuto valori di Costante Verde vicini all’1 sono la Pandorea Jasminoides variegata e la Lonicera Hall’s Prolific e la Parthenocissus quinquefolia.
  
I vantaggi derivanti dall’utilizzo di coperture verdi per gli edifici provoca dei vantaggi per la collettività oltre che per i proprietari degli edifici sui quali vengono ‘installati’: l’insieme di tetti e pareti verdi contribuisce infatti a ridurre in modo consistente l’effetto ‘isola di calore’ che coinvolge le città in particolare in estate, quando le elevate temperature possono arrivare a provocare un picco del carico elettrico dal valore compreso tra il 3 e l’8%. Non solo, la minore necessità di raffrescamento estivo dovuta all’effetto di isolamento termico provocato dalla vegetazione comporta minori emissioni di CO2, gas fluorurati, metano e vapore acqua e, inoltre, le installazioni di giardini sui tetti o pareti verticale permettono di ridurre gli effetti delle ‘bombe d’acqua’ regolando il flusso dell’acqua piovana e migliorano la qualità dell’aria urbana – dato che ogni 25 metri quadri di superficie vegetale viene generato l’ossigeno necessario a una persona e ogni m2 vengono eliminati 0,2 kg di particolato.
 
Fare il cappotto vegetale è quindi una possibilità concreta che può essere vantaggiosa sotto molti punti di vista, tra l’altro, grazie all’ultima legge di bilancio, ogni cittadino può usufruire di un bonus verde che permette di detrarre fino al 36% delle spese (fino a 5.000€) sostenute per la sistemazione del verde per le parti comuni di un condominio o per le singole abitazioni.
 
Articolo: Il cappotto vegetale fa risparmiare il 15% dell’energia in estate e il 10% in inverno
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