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Green Economy: agli Stati Generali le 10 proposte per la transizione

Il “Programma per la transizione alla green economy” è stato presentato oggi agli Stati Generali. Edo Ronchi: “Lo sviluppo di una green economy è importante per cogliere le grandi potenzialità green dell’Italia”

La transizione alla green economy è possibile, ma metterla in atto non è così semplice e immediato come pensiamo.
 
Per iniziare ad adottare comportamenti e azioni virtuose in questo senso, il Consiglio Nazionale della Green Economy (formato da 66 organizzazioni di imprese della green economy italiana) ha elaborato il “Programma per la transizione alla green economy”, articolato in 10 punti e presentato oggi, durante la giornata inaugurale degli Stati Generali della Green Economy.
 


Le 10 proposte per una transizione alla green economy

 
  1. La transizione alla green economy dev’essere prioritaria nell’agenda parlamentare e di governo: il 58% dei cittadini è pronto alla transizione e il 70% ritiene importanti le politiche pubbliche per l’attuazione di misure in questo senso.
  2. La sfida climatica deve rappresentare una sfida per rinnovare il sistema energetico: l’Italia deve infatti puntare a ridurre le emissioni di gas serra del 50% entro il 2030 e di oltre l’80% al 2050 rispetto al 1990 e raddoppiare il contributo delle rinnovabili al 2030 attraverso l’istituzione di un Fondo nazionale per la transizione energetica. Il nostro Paese, però, sta rallentando in fatto di politiche sul clima, che andrebbero invece potenziate.
  3. Puntare sull’economia circolare: incentivare la riduzione della produzione di rifiuti, migliorare la riciclabilità dei prodotti e svilupparne il mercato, rendere residuali incenerimento e discarica.
  4. Dare vita a un piano nazionale per la rigenerazione urbana, ovvero attivare percorsi diffusi di rigenerazione green delle città (es. “Bando periferie”).
  5. Favorire la mobilità urbana sostenibile e prevedere divieto di immatricolazione per le auto diesel e benzina al 2030.
  6. Assicurare lo sviluppo di un’agricoltura sostenibile fermando il consumo di suolo agricolo e promuovendo e tutelando l’agricoltura italiana orientata alla qualità e alla sicurezza.
  7. Promuovere l’elevata qualità ecologica come chiave del successo delle imprese italiane attraverso una riforma della fiscalità in chiave green.
  8. Tutelare e valorizzare il capitale naturale e i servizi eco-sistemici: il consumo di suolo va fermato, l'Italia è uno dei Paesi europei più ricchi di biodiversità e va protetta.
  9. Investire nella gestione delle acque per eliminare gli sprechi e ridurre il rischio di alluvioni.
  10. Efficientare le politiche pubbliche, affinché ci sia un impegno maggiore da parte delle amministrazioni.
 
 “La consapevolezza delle sfide della nostra epoca, l’importanza decisiva della transizione alla green economy per affrontarle e l’impegno per le misure per attuarle devono essere – ha dichiarato Edo Ronchi, del Consiglio Nazionale della Green Economy – criteri fondamentali per valutare le proposte politiche e valutare se siano all’altezza dei tempi o inadeguate. Lo sviluppo di una green economy è importante per cogliere le grandi potenzialità green dell’Italia e assicurare uno sviluppo sostenibile, con maggiore occupazione e un miglior benessere”.  
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