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La manutenzione di un impianto pericoloso: cosa fare per evitare problemi legali

Nella manutenzione di un impianto pericoloso non basta una diffida di utilizzo al proprietario, è necessario metterlo fuori servizio: si rischia una sentenza penale

Se un tecnico o un installatore durante la manutenzione di un impianto riscontri un problema che lo rende non sicuro, e non riesca a risolverlo, è obbligato a metterlo “fuori servizio”, altrimenti, in caso di incidenti, sarà lui stesso ad essere perseguibile civilmente e penalmente: questo è quanto si deduce dalla sentenza della Corte di Cassazione n. 44968/2016.
 
Il contenuto della sentenza è stato ripreso in un comunicato del CNA, la Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa, per poter mettere in guardia i manutentori che rischiano di ritrovarsi ad affrontare denunce civili o penali per aver svolto il proprio lavoro in un modo che ritenevano corretto, ma che per la giurisprudenza è inadeguato.
 
In sostanza la Sentenza 44968/2016 stabilisce come la “diffida” dall’usare un impianto, cioè l’avvertimento che il manutentore fa affinché il proprietario o il responsabile di un impianto pericoloso non lo utilizzino, non è sufficiente a liberarlo dalla responsabilità civile o penale nel caso in cui l’impianto malfunzionante dovesse arrecare danno a cose o persone.
 
Il manutentore infatti, oltre ad avvisare il proprietario della pericolosità dell’impianto è tenuto per legge a metterlo fuori servizio nel caso in cui non sia idoneo a funzionare.
 
Tra l’altro, nel caso in cui siano due (o più di due) i tecnici/manutentori/installatori ad intervenire sull’impianto malfunzionante, anche in tempi diversi, che non mettano fuori servizio l’apparecchio pericoloso, in caso di danni si configurerà un caso di concorso di cause (art. 41 c. 1 del Codice Penale).
 
In sostanza la Corte stabilisce che: " (la) messa fuori servizio dell'apparecchio doveva essere effettuata dal tecnico che riscontrasse l'inidoneità, che avrebbe dovuto anche diffidare il proprietario dell'impianto dall'utilizzarlo ed indicare le prescrizioni necessarie per la messa a norma dello stesso”.  
 
Il CNA, partendo dal contenuto di questa sentenza, coglie l’occasione per indicare una serie di regole di condotta e di provvedimenti da adottare durante le operazioni di controllo e manutenzione, in particolare nel caso individui un pericolo oggettivo nel normale utilizzo dell’impianto. In casi del genere il manutentore dovrà svolgere delle operazioni che permettono di rendere evidente e provabile una riapertura non autorizzata dell’erogazione del gas.
 
In modo semplice e pratico si consiglia quindi a tecnici e impiantisti di eseguire le seguenti operazioni per salvaguardarsi da eventuali contestazioni e spiacevoli problemi legali:
 
  • Mettere fuori servizio l’impianto;
  • Diffidare per iscritto dall’utilizzo dell’impianto l’utilizzatore e/o il responsabile;
  • Fornire le indicazioni sulle operazioni da svolgere per ripristinare le condizioni di sicurezza.
 
Qui sotto è possibile leggere il testo della sentenza della Corte di Cassazione che individua le responsabilità civili e pensali per i tecnici che non agiscono come dovrebbero nel caso di manutenzione di un impianto pericoloso.
 
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