Focus normative

Ritenute negli appalti: le imprese si mobilitano e scrivono al Ministro Gualtieri

Mobilitazione condivisa delle associazioni per chiedere al Governo la soppressione o il rinvio delle nuove regole in materia di ritenute negli appalti

Ancora una volta le associazioni di settore e le imprese si uniscono per chiedere ascolto al Governo, questa volta a stimolare la collaborazione è il problema delle ritenute negli appalti.
ABI, ANCE, Assonime, Confindustria e R.E TE. Imprese Italia (che coinvolge Casartigiani, CNA, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti) hanno redatto e cofirmato una lettera indirizzata al Ministro dell’Economia e delle Finanze Gualtieri, nella quale chiedono di sopprimere le nuove regole in materia di ritenute negli appalti (Legge 19 dicembre 2019) o, quantomeno, di procrastinarne l’entrata in vigore fino al 1 luglio 2020. Sarebbero applicate ai contratti stipulati a partire dal 1 gennaio 2020.
 
La mancanza di chiarezza e comprensione sui contenuti della nuova normativa ha spinta molti professionisti ed impresari a chiedere approfondimenti, così che possano essere adeguati coerentemente i processi gestionali e amministrativi delle imprese committenti così come di quelle esecutrici.
Risulta in effetti piuttosto impensabile che questi operatori del settore vi si possano adattare “al buio” dal 17 febbraio, senza che abbiano avuto la possibilità di conoscere i nuovi adempimenti e regolare le proprie attività di conseguenza.
 
Sono molte le imprese che, preoccupate, segnalano la possibilità che la nuova normativa arrivi a bloccare l’attività di interi settori.
 
Ma qual è il nodo della questione? A destare preoccupazioni è l’Art 4 del D.L. 124/2019, il quale stabilisce che il committente che affida il compimento di una o più opere o di uno o più servizi di importo complessivo annuo superiore a 200.000 euro a un’impresa, tramite la stipula di contratti di appalto, subappalto, affidamento a soggetti consorziati o rapporti negoziali comunque denominati, i quali utilizzano per la maggior parte manodopera presso le sedi di attività del committente, e di beni strumentali di proprietà del committente, debba richiedere ed ottenere dalle imprese appaltatrici,subappaltatrici o affidatarie, copia delle deleghe di pagamento corrispondenti al versamento delle ritenute fiscali per i lavoratori dipendenti direttamente impiegati nei lavori o servizi. A questo scopo, le imprese appaltatrici o affidatarie e subappaltatrici saranno tenute ad effettuare distinti versamenti tramite F24 specifico, uno per ciascun committente, senza possibilità di compensare le ritenute dovute con propri crediti fiscali.
 
ABI, Associazione Bancaria Italiana, in veste di portavoce di questa iniziativa comune, sottolinea inoltre la necessità di realizzare un sistema automatizzato e digitalizzato per il rilascio dei certificati, così che gli Uffici territoriali dell’Agenzia delle entrate non vengano presi d’assalto e bloccati dagli ingenti numeri di richieste che arriveranno.

Le imprese si dicono ancora una volta disposte a collaborare per trovare soluzioni alternative che possano portare agli stessi risultati, evitando però l’imposizione di oneri di controllo importanti ed onerosi per le aziende così come stabiliti ad oggi dalla nuova normativa sulle ritenute degli appalti.
 
Evitare l’applicazione di queste nuove disposizioni in materia di ritenute sugli appalti è però possibile. L’Agenzia delle Entrate metterà a disposizione un modello di certificazione, concesso con Provvedimento del Direttore dell’Ag. delle Entrate del 6 febbraio 2020, il quale garantirà la sostanziale affidabilità dell’impresa che si occupa dei lavori, permettendo di compensare i debiti relativi a ritenute sui redditi di lavoro dipendente con crediti fiscali a disposizione dell’impresa.
 
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