Focus normative

HFC, dal 1 gennaio è partito il Phasing-down dei gas idrofluorocarburi

Con l’entrata in vigore dell’emendamento di Kigali è stato avviato il processo di graduale eliminazione dei gas HFC

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Con l’inizio del 2019, in modo effettivo dal 1 gennaio, è entrato in vigore l’emendamento di Kigali al Protocollo di Montreal, segnando così l’inizio di un nuovo importante percorso verso la riduzione della produzione e del consumo di idrofluorocarburi (HFCs), alcuni dei più dannosi gas a effetto serra, così da tentare di frenare e limitare gli effetti del riscaldamento globale.
 
Se riceverà il totale sostegno dei governi, del settore privato e dei cittadini, l’emendamento di Kigali potrà evitare per questo secolo un surriscaldamento globale di circa 0,4°C, continuando così a proteggere lo strato di ozono, il cui consistente assottigliamento negli ultimi anni ha allarmato ricercatori, ONG e colto l’attenzione del pubblico. L’applicazione dell’emendamento, sottoscritto per ora da 65 nazioni, in sostanza contribuirà all’avvicinamento agli obiettivi dell’accordo di Parigi.
 
I gas HFC sono composti organici frequentemente utilizzati come refrigeranti all’interno di condizionatori d’aria e altri apparecchi in alternativa ad altre sostanze responsabili della riduzione dello strato di ozono, anch’esse controllate dal protocollo di Montreal.
Seppur i gas HFC non sono in prima battuta responsabili della riduzione dell’ozono, sono caratterizzati da un potente effetto serra, con un potenziale di riscaldamento globale di molto superiore a quello del diossido di carbonio (CO2).
 
I firmatari dell’emendamento hanno tra l’altro sottoscritto degli accordi pratici per la sua implementazione, comprensivi di accordi sulle tecnologie per la distruzione degli HFC e su nuovi requisiti e strumenti per la raccolta e comunicazione dei dati. Il testo dell’emendamento prevede inoltre delle disposizioni specifiche per lo sviluppo delle capacità necessarie per l’evoluzione sostenibile nelle nazioni in via di sviluppo, per il rafforzamento istituzionale e per lo sviluppo di strategie nazionali mirate alla riduzione degli HFC e alla loro sostituzione con alternative meno inquinanti.
 
L’applicazione dell’emendamento di Kigali e il phase-down (riduzione graduale) degli HFC potrebbero poi provocare una revisione delle modalità costruttive e funzionali degli apparecchi per il raffrescamento e la refrigerazione, che a questo punto potranno essere resi energicamente più efficienti e più rispettosi per il clima globale.
 
L’attuazione delle misure per raggiungere gli obiettivi stabiliti dall’emendamento avverrà in tre fasi, con un primo gruppo di nazioni sviluppate che inizierà con il processo di phase-down degli HFC già da quest’anno (2019), un gruppo successivo di nazioni in via di sviluppo che attueranno un blocco degli idrofluorocarburi dal 2024 e, da ultimo, un gruppo ristretto di nazioni che bloccheranno i consumi nel 2028.
 
L’emendamento di Kigali deriva direttamente dal Protocollo di Montreal del 1987, il quale prevedeva fin dall’inizio il phasing out nella produzione e nel consumo di sostanze che hanno l’effetto di ridurre l’ozono presente in atmosfera, universalmente ratificato da 197 nazioni.
 
Il grande supporto ottenuto dal protocollo negli anni ha permesso di procedere alla graduale eliminazione di più del 99% di circa 100 prodotti chimici dannosi per l’ozono, contribuendo ampiamente a mitigare l’effetto sul clima di questi agenti.
 
I dati  presentati nella recente valutazione scientifica sulla riduzione dell’ozono raccontano come dal 2000 alcune aree della stratosfera abbiano recuperato la loro condizione nella misura dell’1-3% per decade. Se questi dati positivi avranno modo di essere confermati in futuro, ed il trend evolutivo dovesse proseguire al ritmo attuale sarà possibile osservare un completo risanamento dello strato di ozono dell’emisfero boreale e a medie latitudini entro il 2030, seguito dall’emisfero boreale nel 2050 e dalle regioni polari nel 2060.
 
In attesa che il processi di phasing-down dei gas HFC da parte dei 65 firmatari dell’emendamento di Kigali inizi a provocare degli effetti misurabili dalla ricerca, grazie al documento “Scienti­c Assessment of Ozone Depletion: 2018” disponibile alla fine del testo, è possibile analizzare come le azioni intraprese finora in tutela del clima abbiano provocato dei risultati positivi da cui partire per un approfondimento delle politiche in tutela dell’ambiente.
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