Focus normative

Autoscambio energetico: evoluzione sostenibile per i condomini

Con la nuova Direttiva UE i condomini tra gli edifici che per primi potranno trovare giovamento dalla possibilità di autoscambio energetico

La nuova direttiva europea 2018/2001 apre nuovi scenari per l’autoscambio energetico, tra i primi a poter trarre beneficio dalle nuove norme saranno i condomini.
 

Autoscambio energetico nei condomini: una nuova occasione per la sostenibilità?

 
Quello della sostenibilità è un problema che tocca tutti, e, negli ultimi anni, ci si è mossi nella direzione di sistemi ed impianti che potessero garantire un’impronta energetica più misurata e un ritorno in termini di risparmio per coloro che investivano nelle eco-ristrutturazioni.

Ora, grazie alla nuova Direttiva europea 2018/2001 sulla promozione dell’uso dell’energia delle fonti rinnovabili, anche i condomini si muovono verso la sostenibilità, anche nel nostro paese, come riportato da un articolo pubblicato su Immobiliare.it lo scorso aprile. Questa direttiva, infatti, secondo molti addetti ai lavori, aiuterà a rendere possibile anche per i nostri condomini l’idea di autoscambio energetico, finora una realtà ancora piuttosto remota e poco concretizzabile.
 

Che novità porta la direttiva europea 2018/2001?

 
La nuova direttiva ammetterà la possibilità della distribuzione di energia secondo un modello one to many, al contrario di quanto consentito, invece, dalla normativa attuale, che prevede solamente un rapporto one to one: un unico impianto che produce energia e un unico consumatore finale che, nel caso, introduca in rete l’eccesso prodotto.
 
Seguendo, al contrario, i dettami della nuova direttiva, sarebbe possibile per un condominio fornire l’energia, prodotta da un impianto fotovoltaico sul tetto, a più appartamenti.
 
Un’importante evoluzione della produzione energetica, dunque, anche se, teniamo a specificare, il testo non è molto chiaro su alcuni punti che la commissione Industria del Senato sta esaminando in questi giorni: tra questi la necessità di definire in che misura le reti chiuse che gioveranno dell’autoscambio energetico comparteciperanno agli oneri di sistema, normalmente pagati in bolletta e le garanzie rispetto alla gestione, alla sicurezza e al bilanciamento della rete.
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