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Position paper del CNA sul Codice Appalti: le modifiche richieste dagli installatori

La CNA con un Position Paper chiede al Senato una serie di modifiche al Codice Appalti che tutelino le piccole e micro imprese italiane

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In occasione della ridiscussione del Codice degli Appalti gli impiantisti rappresentati dalla CNA pubblicano un position paper in cui chiedono alcune modifiche alla normativa e sottolineano la necessità di non modificare l’articolo che prevede il tetto del 30% al subappalto.
 
Alla Commissione Lavori Pubblici del Senato la CNA ha per l’appunto presentato nei giorni scorsi un Position Paper in cui viene richiesta maggiore trasparenza e semplicità nelle procedure per l’appalto, la riduzione degli oneri a carico delle imprese e una facilitazione di accesso al mercato per le micro, piccole e medie imprese. Oltre a questo Guido Pesaro, responsabile Nazionale di CNA Installazione Impianti, ha sottolineato che per le imprese impiantistiche permane la necessità di mantenere inalterato il tetto del 30% al subappalto, calcolato sull’intero importo del contratto”.
 
Tra l’altro, dal momento che alcune lobby hanno portato all’attenzione della Corte di Giustizia Europea l’articolo 84 del Codice Appalti, in quanto ritenuto lesivo della libertà di concorrenza, il Responsabile CNA descrive questo momento come idoneo alla ridiscussione di alcuni passaggi della legislazione comunitaria sugli appalti che la Confederazione ritiene penalizzanti per le imprese e l’economia italiana.
 
Un altro problema sottolineato dalla CNA nel suo position paper riguarda la qualificazione delle stazioni appaltanti e il fatto che il processo di aggregazione della domanda risulta in una concentrazione dell’offerta, andando così a danneggiare le imprese di piccole dimensioni, e scontrandosi così con uno dei principi fondamentali delle Direttive europee.
 
Per far fronte a questa criticità la Confederazione invita a mettere in campo una serie di azioni che possano “evitare eccessiva concentrazione del potere d’acquisto e collusioni, nonché preservare trasparenza, concorrenza e possibilità di accesso per le PMI”.
 
Viene inoltre sottolineato l’effetto lesivo per le micro e piccole imprese che ha la possibilità di offrire alle stazioni appaltanti, con giudizio discrezionale, la possibilità di motivare la mancata suddivisione in lotti degli appalti nei bandi di gara o nelle lettere di invito. Nel position paper CNA si legge infatti “il processo di aggregazione della domanda si è tradotto in una concentrazione dell’offerta e non sempre con oggettive evidenze di risparmio pubblico” e “Durante questi anni, numerosi affidamenti sono avvenuti attraverso maxi gare con suddivisione in lotti di importo talmente elevato che di fatto le micro e piccole imprese sono state ab origine escluse dal mercato”.

La CNA ritiene quindi importante si attuino delle modifiche che rendano questa possibilità praticamente obbligatoria e che eliminino ogni riferimento al lotto prestazionale e funzionale.
 
Scarica qui sotto il Position Paper della CNA con le richieste di modifica al Codice Appalti
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