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Pompe di calore: mercato a rischio per l’aumento spropositato dei prezzi dei refrigeranti HFC

Saccone, Assoclima: “Il continuo aumento dei prezzi dei refrigeranti è ingiusto. Avvieremo iniziative per sensibilizzare le istituzioni, le difficoltà nel comparto delle pompe di calore non sono poche”

Il mercato delle pompe di calore è messo a rischio dall’impennata dei prezzi e dalle ridotte disponibilità di refrigeranti HFC, fattori che hanno fatto allarmare Assoclima, Associazione dei Costruttori di Sistemi di Climatizzazione.
 
L’Associazione infatti denuncia da un lato la sempre maggiore difficoltà nel reperire alcuni gas refrigeranti HFC (utili al funzionamento di climatizzatori e pompe di calore), dall’altro il loro improvviso aumento di prezzo.
 
Ricordiamo che dal 2015, secondo il Regolamento 517/2014, è iniziata la graduale riduzione degli HFC che raggiungerà nel 2030 il suo massimo impatto, quando verrà infatti immesso sul mercato il 79% in meno di questi refrigeranti rispetto al periodo 2009-2012. Il Regolamento però prevede che l’immissione sul mercato di questi gas sia permessa almeno fino al 2030, chiaramente nei limiti prestabiliti.
 
Roberto Saccone, Presidente Assoclima, ha sottolineato quanto sia ingiusto il continuo aumento dei prezzi dei gas HFC destinati ai sistemi di climatizzazione. Dall’inizio del 2017, infatti, sono stati registrati almeno quattro aumenti significativi, che hanno portato a un aumento percentuale complessivo dei refrigeranti R410A e R134a (i più utilizzati della nostra industria) superiore rispetto a quanto avvenuto in Francia e Spagna.
 
Ma non è tutto: lo squilibrio tra domanda e offerta è forte e sta ponendo in contrapposizione la favorevole congiuntura del mercato con la possibile mancanza di un’adeguata fornitura dei gas refrigeranti, da cui consegue il rischio di una forte contrazione della produzione di sistemi di climatizzazione e pompe di calore.
 
Infine, chiude Saccone, questa repentina seppure attesa accelerazione dei prezzi dei gas refrigeranti rende necessaria la valutazione di tutti gli aspetti relativi all’utilizzo dei nuovi FGas a basso GWP. Il settore, però, sta lavorando in vista dei tempi previsti dal Regolamento 517/2014, quindi non si può certo dire che sia pronto ad affrontare difficoltà di tale entità.
 
Assoclima, data la gravità della situazione, ha deciso di avviare azioni e iniziative per sensibilizzare le istituzioni, affinchè si rendano portavoce in Italia e in Europa delle istanze del comparto delle pompe di calore.
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