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Mercato nero dei gas HFC in crescita: le preoccupazioni della EIA

L’agenzia di investigazione ambientale ha pubblicato un report in cui analizza la preoccupante espansione del mercato nero dei gas HFC

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Un nuovo report della EIA intitolato “Porte ben aperte” (trad.) mette in luce la pericolosa espansione che ha caratterizzato il mercato nero europeo dei gas HFC. In seguito all’approvazione del Regolamento Europeo F-Gas, che ha imposto il phasing-down dei gas fluorurati per via del loro elevato potere inquinante, in Europa le scorte di gas disponibili sono infatti diminuite intensamente e, di conseguenza, i prezzi sono aumentati vorticosamente.
 
Parallelamente, quasi come una conseguenza naturale, si è  sviluppato sempre più il mercato nero di questi prodotti sottoposti a quote, con scorte illegali di gas HFC che arrivano al continente dalla Cina passando per la Russia, l’Ucraina, la Turchia e l‘Albania, per poi entrare nell’Unione – si ritiene – dalla Bulgaria, dalla Croazia, dalla Danimarca, dalla Grecia, dalla Polonia, da Malta, dalla Lettonia e anche dall’Italia. La ricerca svolta dalla EIA, l’agenzia di investigazione ambientale, ha analizzato questi movimenti illegali e tentato di descrivere il volume di questo mercato illegale che risulta sempre più fiorente.
 
L’analisi dettagliata dei dati doganali per il 2018 suggerisce che lo scorso anno sia stata introdotta illegalmente nel mercato nero una quantità di F-Gas pari a circa 16,3 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti, cioè più del 16% della quota. Risulta inoltre particolarmente interessante che un gran numero di nazioni europee ha aumentato le proprie importazioni di gas fluorurati nonostante il taglio del 37% delle maggiori scorte di HFC.
 
Anche il confronto tra i dati di import del 2017 e del 2018 ha evidenziato che nel mercato europeo l’anno passato sono state collocate 14 MtCO2e di F-Gas in più rispetto al 2017, cioè l’8,7 % della quota del 2017, non solo, un altro indicatore interessante è rappresentato dalla differenza tra i dati di export cinesi e quelli di import europei, che fanno presupporre l’esistenza di dichiarazioni fraudolente.
 
Un questionario compilato dai maggiori stakeholder del settore nell’ambito della ricerca EIA ha messo in luce che circa l’80% degli interessati sono coscienti del traffico illegale di gas HFC, mentre il 72% circa ha addirittura assistito o gli è stata offerta la possibilità di acquistare bombole illegali.
 
Considerando la grande disponibilità di gas fluorurati a basso prezzo disponibili al di fuori dell’UE non sorprende che si stia rilevando l’esistenza di un commercio illegale lungo i confini dell’Unione. L’attuale sistema di segnalazione non permette infatti alle autorità doganali di determinare se le spedizioni di HFC rientrano nelle quote UE o meno, una serie di scappatoie nel sistema permette inoltre ai commercianti opportunisti di approfittare di profitti veloci sfruttando l’elevata domanda di gas HFC economici correndo il rischio di incorrere in lievi misure punitive.
 
Il perpetrarsi di questi traffici illegali rischia però di indebolire il Regolamento europeo F-Gas, provocando una quantità di emissioni da gas HFC ben superiore a quella ammessa e al contempo riducendo i profitti dei governi e delle aziende che operano nella legalità. La possibilità di accedere a gas HFC a basso prezzo al di fuori dei limiti imposti dal percorso di phasing-down, rischia concretamente di ostacolare la crescita di tecnologie più rispettose dell’ambiente e di mettere a rischio il successo della politica Europea per il clima.
 
Con la pubblicazione di questo nuovo report la EIA ha ammesso di temere che questo traffico illegale, unito allo stoccaggio di HFC che è stato registrato nel 2017,  abbia creato false speranze nella possibilità di raggiungere i futuri obiettivi di phasedown. Per poter rispettare le quote UE sarà infatti indispensabile accelerare la transizione verso prodotti alternativi a basso potenziale inquinante.
Dall’altro lato sarà sicuramente indispensabile che la Commissione Europea e gli Stati Membri migliorino le proprie modalità di applicazione del Regolamento UE, aumentino i controlli per bloccare l’evoluzione del mercato nero dei gas HFC e implementino misure ulteriori per accelerare la transizione a prodotti alternativi ai gas fluorurati.
 
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