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Risparmio energetico e innovazioni in edilizia: nascono i vetromattoni

Intervista a Luisa Pastore, Rossella Corrao e Marco Morini, SBskin

Vetromattoni innovativi per la produzione e il risparmio energetico, che consentono non solo l’isolamento termico, ma anche la personalizzazione in termini di colori, design e trasparenza.

Questo il prodotto innovativo sviluppato da SBskin, startup di Palermo che sviluppa prodotti edilizi per l’architettura sostenibile.

Per approfondire l’argomento, abbiamo intervistato il team di SBskin, composto da Luisa Pastore, Project Manager e Co-founder, PhD e Ingegnere Edile-Architetto; Rossella Corrao, CEO e Co-founder, Prof. Associato Università di Palermo e Architetto e Marco Morini, Project manager e Co-founder, PhD student e Ingegnere Edile-Architetto.

SBskin: dall’Università di Palermo a startup. Come e da chi è nata l’idea di questo progetto?

«L’idea è nata nell’ambito di una ricerca sull’ottimizzazione delle prestazioni del vetromattone, coordinata dalla Professoressa Rossella Corrao e avviata nel 2008 presso l’Università di Palermo, da cui noi soci fondatori proveniamo.
L’obiettivo era quello di innovare il prodotto, rendendolo adatto alle sempre più stringenti normative in materia di risparmio energetico. In una prima fase, abbiamo lavorato sul sistema di assemblaggio, poi sul miglioramento delle prestazioni di isolamento termico e infine sull’integrazione con celle solari di terza generazione, per renderlo in grado di produrre energia.
Dal 2013 siamo costituiti come startup innovativa e spin-off dell’Ateneo di Palermo».


I vostri prodotti di punta sono i vetromattoni innovativi. Ci spiega quali sono le caratteristiche principali della tecnologia che avete impiegato?

«La tecnologia brevettata da SBskin consiste in un sistema di assemblaggio a secco che consente di realizzare pannelli in vetromattone che non fanno uso di cemento (ecco perché “vetromattoni” e non “vetrocemento”). Questi vetromattoni, poi, sono stati integrati con una tecnologia fotovoltaica di terza generazione (le DSC, Dye-sensitized Solar Cells) delle celle a colorante organico o metallorganico, trasparenti.
I pannelli della SBskin, quindi, producono energia e contribuiscono anche a risparmiarne, non solo per via dell’isolamento migliorato notevolmente rispetto ai mattoni esistenti sul mercato grazie all’introduzione di una “cintura termica”, ma anche perché le celle integrate nel vetromattone – che possono essere personalizzate in termini di colori, trasparenza e design – possono contribuire a filtrare la luce che entra all’interno dell’edificio riducendo, per esempio, le richieste di raffrescamento estivo.
I pannelli sono dotati di una struttura di supporto dei vetromattoni realizzata con profili in materiale plastico riciclabile che permettono di ottenere giunti fra i mattoni ridottissimi (2 mm, contro i 5-10 mm dei sistemi basati sull’utilizzo del cemento). I pannelli sono inoltre precompressi, e per questo sono in grado di resistere a notevoli carichi orizzontali, permettendo la realizzazione di pareti continue traslucide, anche in edifici alti o in zone sismiche».


Parliamo di prezzi: a quanto può ammontare il costo al metro quadro?

«Il costo che abbiamo previsto a regime sarà estremamente competitivo rispetto a quanto oggi si spende per realizzare una facciata in vetro con ottime prestazioni energetiche.
Il sistema di pre-assemblaggio a secco permetterà, inoltre, di ridurre notevolmente i costi di installazione dei pannelli rispetto al dispendioso sistema di assemblaggio dei vetromattoni “ad umido” per mezzo di malta».


Avete per caso fatto qualche studio anche sulla durata e sui tempi di ammortamento?

«Siamo in fase di test dei prototipi e non abbiamo ancora dati sulla durabilità del sistema. L’obiettivo è di arrivare a una vita utile superiore ai 25 anni.
Abbiamo fatto delle ipotesi relativamente ai tempi di ammortamento, ma in realtà i benefici del prodotto non si possono valutare in assoluto, e andrebbero sempre rapportati all’edificio su cui saranno installati i pannelli. Ad esempio, al di là degli ovvi e facilmente quantificabili benefici legati alla produzione fotovoltaica, i vetromattoni integrati con DSC prodotti dalla SBskin oltre a produrre energia possono contribuire a contenere i consumi energetici, grazie all’isolamento termico e alla schermatura della luce fornita dalle celle integrate: abbiamo stimato una riduzione del 15% dei consumi legati al raffrescamento nell’ambito di un’analisi condotta su un edificio per uffici realmente esistente nella città di Palermo. Questi benefici continuerebbero ad esserci anche ove le celle smettessero di funzionare».


Il prodotto è già disponibile sul mercato? In quali paesi lo distribuite (o lo distribuirete)?
«Non siamo ancora sul mercato, siamo in cerca di fondi per concludere le dispendiose attività di prototipazione e certificazione ed avviare le prime linee di assemblaggio. Siamo anche in contatto con dei potenziali partner per la produzione su licenza della nostra tecnologia che è protetta da brevetto in Europa, Cina, Giappone e Stati Uniti».


Offrite anche un servizio di assistenza e consulenza rivolto ai clienti?

«Quello che intendiamo offrire è un servizio di consulenza per la customizzazione dei prodotti, al fine di trovare la soluzione migliore in relazione alle esigenze tecniche ed estetiche dei clienti (ovviamente in un range di soluzioni precostituite). Le celle che integriamo con i nostri vetromattoni posso essere, infatti, personalizzate in termini di colori, trasparenze e disegni».


Avete ricevuto qualche premio importante a livello aziendale e di prodotto?

«Abbiamo ricevuto numerosi premi e riconoscimenti in competizioni nazionali e internazionali che ci hanno dato forza e soprattutto una grande visibilità: dalla StartCup Palermo 2012 (da cui tutto è iniziato) al PNI – Premio Nazionale dell’Innovazione (che ci ha visto concorrere fra i finalisti), dal programma di accelerazione SeedLab fino ai più recenti Smart City Innovation Awards che ci vedranno volare all’EmTech, Fiera delle Tecnologie Emergenti dell’MIT, Cambridge.
Però la cosa di cui andiamo più fieri è l’essere fra le pochissime startup del Mezzogiorno ad aver avuto accesso allo SME Instrument Phase 1, un grant della Commissione Europea per l’avvio di un progetto innovativo d’impresa».

Per approfondire: www.sbskin.it
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