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Pannelli fotovoltaici grandi quanto un libro e con efficienza al 60%: una nuova scoperta made in UK

Un team di fisici ha scoperto un materiale che permette di raccogliere l’energia in modo più efficace rispetto ai classici pannelli fotovoltaici

Un team di fisici dell’Università di Exeter ha scoperto una tecnologia che dovrebbe permettere di creare dei pannelli fotovoltaici grandi quanto un libro e con un’efficienza del 60%, riuscirebbero perciò a fornire l’energia sufficiente per alimentare un’abitazione familiare.
 
Spesso si sente parlare o si legge di cervelli in fuga, ricercatori di talento italiani che preferiscono l’estero per progredire con i propri studi e approfondire con fondi adeguati le proprie analisi.
Oggi parliamo di un risultato straordinario ottenuto proprio da alcuni talentuosi cervelli in fuga dall’Italia.
 
Un team di ricerca dell’Università di Exeter composta da 5 persone, di cui 3 italiane, ha infatti raggiunto uno storico risultato nel settore del fotovoltaico scoprendo un materiale in grado di portare l’efficienza di un pannello fotovoltaico dal 20% a circa il 60%.
 
Questa scoperta si basa su una tecnica che utilizza uno speciale materiale che, come una sorta di imbuto, permette di raccogliere più in fretta e più efficacemente l’energia solare all’interno delle celle fotovoltaiche o delle batterie.
 
Un fattore estremamente vantaggioso di questo strumento è la capacità di raccogliere il triplo dell’energia rispetto ai metodi tradizionali: perciò i ricercatori sono indotti a immaginare che, una volta approfondita la ricerca, questa tecnologia potrà portare alla creazione di pannelli solari delle dimensioni di un libro, ma in grado di produrre l’energia necessaria ad alimentare un’abitazione familiare.
 
L’autore principale di questa ricerca, pubblicata sul giornale scientifico Nature Communications, è il ricercatore dell’Università di Exeter Adolfo De Sanctis, che ha spiegato: “l’idea di base è simile a quella di versare del liquido in un contenitore, e tutti sappiamo che per rendere più efficiente questa operazione è utile usare un imbuto. Ad ogni modo, per questo tipo di processo non è possibile realizzare questa tipologia di canalizzatori di carica con materiali semiconduttori tradizionali, perché questa scoperta si sbloccasse è stato infatti necessaria la recente scoperta dei materiali atomicamente sottili(trad. ita.)
 
Durante questa ricerca gli esperti di fisica coinvolti hanno quindi sviluppato un modo per far scorrere della carica elettrica all’interno di un chip, come se passasse attraverso un imbuto. Per farlo hanno utilizzato l’Afnio Disolfato ossidato con un laser UV ad alta intensità , un materiale semiconduttore atomicamente sottile, grazie al quale sono riusciti a creare un campo elettrico che conduce il flusso energetico in una specifica area del chip da cui poi risulta più facile l’estrazione dell’energia.
 
Grazie a questa straordinaria scoperta i ricercatori sostengono di riuscire a convertire in elettricità circa il 60% dell’energia solare, aumentando così di molto l’efficienza dei pannelli che oggi raggiungono all’incirca un 20% totale, il tutto con pannelli fotovoltaici decisamente più piccoli e più pratici di quelli a cui siamo abituati.
 
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