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Gas refrigeranti HFC: dal 2019 taglio del 10% per UE e Stati Uniti

Dalle Nazioni Unite un video per fare il punto della situazione sull’emendamento di Kigali, gas refrigeranti HFC. Tra i commenti degli esperti mondiali anche Marco Buoni, vice presidente di AREA: le Nazioni si impegnano a ridurre le emissioni fino all’80%

Ridurre l’impatto ambientale dei gas refrigeranti: questo è l’obiettivo fissato dall’emendamento di Kigali, firmato sei mesi fa.
 
A tal proposito, per fare il punto della situazione, le Nazioni Unite hanno pubblicato un video con il contributo dei maggiori esperti mondiali del settore della refrigerazione, salute, ambiente e finanza, in modo da ribadire l’assoluta importanza che questo documento avrà nel prossimo futuro.
 
L’emendamento ha una portata storica e impegna le 197 Nazioni firmatarie del Protocollo di Montreal a ridurre dell’80% il consumo di gas fluorurati HFC nel giro di 30 anni, consentendo di ostacolare l’innalzamento della temperatura globale di mezzo grado, con un risparmio globale di oltre 70 miliardi di tonnellate di CO2. Per le economie più floride (UE e Stati Uniti) la riduzione inizierà già a partire dal 2019 con un taglio netto del 10% delle emissioni; Sud America e isole della Micronesia inibiranno l’uso degli HFC dal 2024; i Paesi in via di sviluppo inizieranno dal 2028 mentre la Cina (il maggior produttore al mondo di HFC) applicherà la riforma nel 2029.

Dopo l’Unione Europea quindi tutto il mondo dovrà passare a refrigeranti alternativi agli HFCs: idrocarburi, ammoniaca, CO2, HFO o R32.

L’emendamento rappresenta una grande opportunità, soprattutto per i Paesi in via di sviluppo per cambiare e soprattutto migliorare nel prossimo futuro il settore della refrigerazione – ha commentato Marco Buoni, vice presidente di AREA (Air Conditioning Refrigeration European Association) – Le opportunità includono il miglioramento dell’efficienza energetica, benefici ambientali, la creazione di nuovi posti di lavoro e nuovi profili professionali”.

Il documento è la quinta modifica apportata al Protocollo di Montreal. L’impegno, anche economico, del Fondo multilaterale per l’attuazione del Protocollo è rilevante: oltre 3,5 miliardi di dollari sono stati finora impegnati per il sostegno delle Nazioni in via di sviluppo nella fase di eliminazione graduale delle sostanze dannose all’ozono, mentre un ulteriore ingente finanziamento sarà dedicato alla fase attuale di sostituzione dei refrigeranti più utilizzati nelle Nazioni più povere del mondo.

Un punto cruciale sarà cambiare la formazione dei tecnici della refrigerazione e condizionamento, necessaria per cambiare le competenze tecniche e professionali che i nuovi gas refrigeranti richiedono” ha aggiunto Buoni.  
Affinchè la votazione fatta a Kigali in Ottobre sia effettiva, è necessario che l’emendamento venga ratificato entro 24 mesi dall’accordo da 20 Nazioni (Parties) che hanno partecipato alla riunione del Protocollo di Montreal. Il primo Paese ad aver ratificato il documento per la riduzione dell'impatto ambientale dei gas refrigeranti è stato il Mali. 
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