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Pompe di calore e tariffa D1: risparmio in bolletta per chi ci ha creduto già nel 2014

Il costo dell’energia elettrica è sceso da 32 a 18 centesimi per gli utenti che avevano già richiesto nel 2014 la tariffa D1 per le pompe di calore. E il processo di riforma non è ancora terminato

Gli utenti domestici con consumi elettrici superiori a 2700 kWh annui avranno la possibilità di risparmiare sensibilmente in bolletta, infatti chi aveva fatto richiesta già nel 2014 della tariffa D1 per le pompe di calore si è già visto anticipare di un anno i vantaggi economici derivanti da questa riforma, che sarà a regime per tutti gli utenti dal 1° Gennaio 2018.
 
Il 1° gennaio 2017 l’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico (AEEGSI) ha concluso il livellamento degli oneri di rete del sistema elettrico. La riforma delle tariffe elettriche per gli utenti domestici è entrata nel vivo e da quest’anno, per i servizi di rete, è stata eliminata ogni progressività e soppresso ogni sussidio incrociato tra clienti domestici.
 
Fernando Pettorossi, Capo Gruppo italiano Pompe di Calore di Assoclima, dichiara la soddisfazione dell’associazione per questa riforma. “L’impegno che abbiamo profuso in questi anni per eliminare la stortura delle tariffazioni a scaglioni crescenti ed evitare che il vettore energetico elettrico venisse penalizzato da un sistema tariffario risalente al 1973, che limitava fortemente l’utilizzo delle pompe di calore, ha finalmente portato a risultati concreti” dice Pettorossi.
 
“Già oggi le tariffe elettriche per la maggior parte dei clienti domestici sono più basse che in passato. Abbiamo calcolato che per un consumo medio di 6000 kWh annui e un impegno di potenza di 6 kW, il costo dell’energia elettrica è passato da 32 centesimi al kWh a 18 centesimi, comprensivi di IVA, per gli utenti che avevano fatto richiesta della D1 e a 22 centesimi per tutti gli altri. Abbiamo quindi raggiunto l’obiettivo dei 18 centesimi che ci eravamo prefissi all’inizio, e il processo di riforma non è ancora terminato. Come Assoclima proseguiremo la nostra attività di collaborazione con l’Autorità per l’energia nell’ottica di un ulteriore miglioramento.”


 
Per compensare gli eventuali aumenti della bolletta elettrica per gli utenti con consumi annui inferiori a 2.700 kWh, dal 1° gennaio 2017 è stato aumentato il bonus elettricità per le famiglie a basso reddito, un’agevolazione sulla bolletta annuale introdotta dal Governo e resa operativa dall’Autorità per l’energia con la collaborazione dei comuni per assicurare un risparmio alle famiglie in condizione di disagio economico.
 
Il bonus passa dal 20% della spesa media netta al 30% della spesa media lorda annua, ovvero a un valore di sconto che va da 112 a 165 euro a seconda della composizione del nucleo familiare. La riduzione al netto delle tasse è mediamente del 32%.


 
A Dicembre 2016, secondo i dati riportati da Pettorossi, erano circa 16.000 gli impianti di riscaldamento a pompa di calore che usufruivano della tariffa D1, tre quarti dei quali installati proprio tra il 2014 e il 2016, durante la fase di sperimentazione.
 
Questi dati vengono considerati positivi non solo da Assoclima, tanto che è stato presentato un emendamento a livello parlamentare al decreto Milleproroghe che chiede un’ulteriore proroga della tariffa D1, sulla quale l’associazione non avrebbe nulla in contrario, in attesa che vada a regime la riforma delle tariffe elettriche.
 
“Altro dato interessante è che circa il 60% di coloro che hanno installato pompe di calore e chiesto la D1 hanno contemporaneamente installato anche un sistema fotovoltaico. Da un’analisi è emerso che, nonostante non ci siano più incentivazioni, un impianto fotovoltaico con scambio sul posto e sistema di riscaldamento elettrico a pompa di calore si ammortizza in 4-5 anni. E intanto le rinnovabili termiche ed elettriche aumentano, con effetti positivi per la comunità e il Pianeta.”
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