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Iperammortamento per smart meters: quando usufruirne e in che percentuale

L’Ag. Entrate ha chiarito in una risposta d’interpello le modalità di fruizione dell’iperammortamento per l’acquisto e l’installazione degli smart meters

Un’azienda che si occupa della sostituzione dei tradizionali contatori di gas con la nuova tipologia di contatori intelligenti si è rivolta all’Agenzia delle Entrate per chiedere un chiarimento in merito ad una questione di principio di diritto: ossia se, e in quale misura, per l’acquisto degli smart meters e per la loro installazione si possa usufruire del cosiddetto iperammortamento.
 

Iperammortamento e smart meters

 
L’Agenzia delle Entrate ha aperto la propria risposta ufficiale confermando che, in virtù delle caratteristiche tecniche proprie dei contatori “intelligenti”, questi apparecchi possono essere classificabili tra i “componenti, sistemi e soluzioni intelligenti per la gestione, l’utilizzo efficiente e il monitoraggio dei consumi energetici e idrici e per la riduzione delle emissioni” di cui all’allegato A della legge n. 232 del 2016.
 
Questa ammissibilità tuttavia è valida solo per “quelle soluzioni che interagiscono a livello di macchine e componenti del sistema produttivo” e, quindi, non per i beni che svolgono una funzione analoga ma  interagiscono a livello di impianti generali o per altre finalità.
 
In virtù di quanto scritto in precedenza si può affermare che gli smart meters dell’azienda richiedente possono dare accesso all’agevolazione laddove siano operanti “a livello di macchine e componenti di un sistema produttivo in senso stretto, ancorché lo svolgimento del relativo processo di produzione non costituisca ovviamente oggetto diretto dell’attività delle imprese operanti nel settore della distribuzione del gas.”
 

Agevolazione e costi d’installazione

 
Partendo dal principio generale secondo cui “I costi sono capitalizzabili nel limite del valore recuperabile del bene”, dopo aver valutato il caso specifico, tenendo conto dell’evidenziata sproporzione tra il prezzo di acquisto del bene e il costo di installazione, per cui si determinerebbe una significativa incongruità nell’utilizzo dell’incentivo, in contrasto con le sue finalità principali, il MiSe, ha stabilito che i costi di installazione rilevanti ai fini dell’iper ammortamento non possano eccedere nel caso in questione il 5% del prezzo dei singoli contatori.
 

Interconnessione dei beni per l’iper ammortamento

 
L’azienda aveva infine chiesto se fosse possibile applicare l’art 102, c. 5 del Tuir dal momento che i beni in questione hanno un costo unitario non superiore a 516,46 euro, usufruendo così integralmente del beneficio economico nell’anno di entrata e messa in funzione dei singoli beni.

L’Agenzia delle Entrate, nella risposta n. 2/2019 principio di diritto, ha negato questa possibilità. Ha spiegato che, come chiarito dal MiSe, “l’acquisto (in gran numero) dei nuovi contatori costituisce nella fattispecie attuazione di un ampio (e unitario) programma di trasformazione e ammodernamento degli impianti di distribuzione”. Pertanto non è possibile godere integralmente dell’iperammortamento nel periodo d’imposta di effettuazione dell’investimento in ragione del costo dei beni singolarmente considerati.
In questo caso specifico il costo dei contatori va ammortizzato secondo le regole dettate dall’articolo 102, commi 1 e 2, del Tuir, e la maggiorazione fruita in base ai coefficienti stabiliti dal Dm 31 dicembre 1988.
 
Mettiamo a disposizione qui di seguito la versione completa e dettagliata della risposta dell’Agenzia delle Entrate all’interpello n.2 di Principi di diritto per chi volesse approfondire le dinamiche di fruizione dell’iperammortamento per l’acquisto e l’installazione degli smart meters.
DOCUMENTAZIONE DISPONIBILE
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