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Fondo nazionale per l’efficienza energetica: in vigore il decreto che stabilisce modalità di funzionamento e risorse

Tra 60 giorni si potranno richiedere le agevolazioni previste dal Fondo nazionale per l’efficienza energetica: ogni progetto riceverà tra i 150mila ai 2 milioni di €

Pubblicato in GU il 6 marzo e entrato in vigore oggi, 7 marzo 2018, il decreto 22 dicembre 2017 che stabilisce le “Modalità di funzionamento del Fondo nazionale per l’efficienza energetica”.
 
Il decreto attuativo in questione “individua le priorità, i criteri, le condizioni e le modalità di funzionamento, di gestione e di intervento del Fondo nazionale per l’efficienza energetica […] nonché l’articolazione per sezioni del Fondo e le relative prime dotazioni”.
 
Il Fondo nazionale per l’efficienza energetica è stato istituito presso il Ministero dello sviluppo economico dall’art. 15, c. 1, del decreto legislativo n. 102 del 4 luglio 2014, ed ha lo scopo di favorire il finanziamento di interventi necessari per il raggiungimento degli obiettivi nazionali di efficienza energetica, interventi che devono essere adeguati agli obiettivi e alle priorità individuate dal decreto attuativo 22 dicembre 2017 ed ai loro successivi aggiornamenti.
 
Il decreto stabilisce all’Art.5 che le finanze  del Fondo siano suddivise tra due sezioni:
  • Una per la concessione di garanzie su singole operazioni di finanziamento a cui è destinato il 30% delle risorse che sono annualmente destinate al fondo;
  • Una per l’erogazione di finanziamenti a tasso agevolato finanziati con il restante 70% di risorse che annualmente confluiscono nel Fondo.
 
Le dotazioni del Fondo possono essere richieste da imprese private, Pubbliche Amministrazioni o – con alcune specifiche – dalle ESCO, e gli interventi che possono essere finanziati devono riguardare progetti mirati all’aumento dell’efficienza energetica: dei servizi e/o delle infrastrutture pubbliche (compresa l’illuminazione pubblica), degli  edifici di proprietà della PA e degli edifici destinati ad uso residenziale, con particolare attenzione per l’edilizia popolare.
 
La forma delle agevolazioni previste, indicata dall’ Art 8 comma 1, può variare tra: garanzie su singole operazioni di finanziamento o finanziamenti agevolati (per importi non superiori al 70% dei costi agevolabili) a un tasso fisso dello 0,25% per una durata massima di 10 anni.
 
L’ammontare dei finanziamenti per i singoli progetti sarà compreso tra 150mila euro e 2 milioni di euro con specifiche condizioni indicate dall’Art. 14 comma 1; le agevolazioni in questione saranno inoltre cumulabili con altri incentivi nel limite del 100% dei costi ammissibili.
 
 
Lo stanziamento iniziale previsto è di 180 milioni di euro, di cui 150 già messi a disposizione dal Ministero dello Sviluppo e altri 30/35 milioni che dovrebbero aggiungersi tra il 2018 e il 2020. Altre risorse destinate al Fondo dovrebbero inoltre essere derivare dai proventi annui delle aste delle quote di emissioni di CO2 del Ministero dell’ambiente. Uno stanziamento considerevole che sarà gestito dall’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa (Invitalia) di proprietà del Ministero dell’Economia.
 
Il meccanismo per l’invio delle domande di finanziamento dovrà essere operativo entro 60 giorni dall’entrata in vigore con la pubblicazione in GU del decreto attuativo 22 dicembre 2017  che contiene le regole per la presentazione delle domande di finanziamento attraverso il Fondo nazionale per l’efficienza energetica, cioè dal 7 maggio 2018.
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Categoria: Focus tecnici
Lingue: IT

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