Focus incentivi

Ecobonus: secondo FINCO limitarli “sarebbe autolesionistico”

FINCO chiede di prorogare la politica sugli Ecobonus almeno fino al 2021 e di non proseguire con la proposta che introduce i tetti di spesa al metro quadro

A breve tempo dalla pubblicazione del Dossier elaborato dal CRESME in merito all'impatto delle misure di incentivazione come gli Ecobonus, FINCO, la Federazione Industrie Prodotti Impianti Servizi ed Opere Specialistiche per le Costruzioni e la Manutenzione, ha voluto sottolineare all’esecutivo l’importanza delle detrazioni per il settore delle costruzioni e richiedere così la proroga di questi utili strumenti.
 
Angelo Artale, Direttore Generale FINCO, in riferimento ai bonus sul recupero e la riqualificazione energetica ha affermato: “Tali misure hanno nel tempo costituito non solo un volano di sviluppo – ed ancor prima una barriera alla de-industrializzazione di questi settori – ma anche uno stimolo all’innovazione, alla stabile emersione del nero sia fiscale che contributivo, all’abbattimento della bolletta energetica del Paese, oltre che, naturalmente, al miglioramento della qualità ambientale, alla riduzione delle emissioni di CO2 ed all’incremento del valore degli edifici.
 
Stando ai dati contenuti nel dossier Cresme, di cui abbiamo ampiamente parlato qui, pensare di abbassare il valore degli ecobonus per il settore dei serramenti e delle schermature solari dal 65 al 50% sembra un atto “da considerarsi autolesionistico”.
 
Il percorso di riduzione di tagli agli incentivi che in corpo di Governo sembra voler percorrere in effetti è in totale contrasto con quanto di positivo è stato finora fatto, secondo i dati Cresme infatti gli ecobonus hanno stimolato: quasi 300 miliardi di € di investimenti, 17,8 milioni di interventi realizzati e oltre 400 mila persone occupate.
 
“Molti interventi potevano avere un rapporto costo-beneficio più alto? Alcune sostituzioni di infissi sono state fatte per ragioni più estetiche che di efficienza energetica? Va bene: e allora? Non vogliamo considerare che comunque tali misure hanno sostenuto la filiera industriale italiana e la relativa occupazione ed innovazione tecnologica e che in ogni caso si è certamente prodotto un risultato complessivamente assai favorevole? – continua in modo lievemente polemico Angelo Artale – Vogliamo dire che altre e diverse soluzioni, certamente efficaci, sono fattibili in villette mono/pluri familiari e assai meno, talvolta, in litigiosi condomini? E vogliamo dire che queste sono misure pensate soprattutto per i cittadini/contribuenti: sono loro che debbono scegliere, liberamente e in base anche alle proprie disponibilità, quali soluzioni di efficientamento perseguire, senza che si abbia la pretesa di orientarne le scelte, ed il mercato, come attraverso certe campagne, peraltro effettuate con soldi pubblici?”
 
Partendo dal presupposto che gli incentivi in questione sono stati uno strumento complessivamente vincente, FINCO affida a un comunicato stampa le proprie speranze, confidando che il Ministero interessato parta dalla positiva analisi del CRESME e scelga di:
  • Ripristinare la detrazione fiscale al 65% per infissi e schermature solari;
  • Non proseguire con la proposta di applicazione dei tetti di spesa per metro quadrato che, comprendendo tra l’altro il costo della posa in opera, andrebbero inevitabilmente l’effetto di favorire le produzioni estere;
  • Garantire finalmente stabilità alla materia, fissando tali bonus per un periodo più lungo (idealmente fino al 2021), evitando così di dover ritornare sulla questione ad ogni nuova Legge di Bilancio.
 
Secondo il Direttore Generale FINCO Artale, le proposte della Federazione in tema di Ecobonussono ragionevoli” pertanto su di esse “ci dovrebbe essere ampio consenso in un Paese dove siamo in procinto di spendere ben altre cifre per misure sociali comprensibili, ma che poco hanno a che fare con lo sviluppo.”
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