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Ecobonus e ricostruzione? La volumetria deve essere uguale o inferiore

L’Ag. Entrate spiega le ragioni per cui la ricostruzione con volumetria inferiore consente di accedere all’ecobonus per la riqualificazione energetica

Si può usufruire dell’ecobonus anche in caso di demolizione e successiva ristrutturazione, purché l’edificio realizzato abbia volumetria inferiore rispetto al preesistente e siano rispettati i limiti di efficienza e di trasmittanza energetica imposti dalla normativa vigente.
 
Nella risposta n.210 del 2019 l’Agenzia delle Entrate ha risposto al quesito di un privato, il quale chiedeva se fosse in diritto di usufruire delle detrazioni per gli interventi di riqualificazione energetica per un edificio che è stato costruito al posto del precedente, con sagoma diversa rispetto alla precedente, indice di prestazione energetica per la climatizzazione invernale inferiore rispetto al massimo prescritto dal DM 11 marzo 2008 e volumetria complessiva dell’1,5% inferiore rispetto alla vecchia struttura.
 
In risposta al quesito, l’Ag. delle Entrate ricorda che sono intesi “di “ristrutturazione edilizia” gli interventi volti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente.”

In questo ventaglio di interventi sono comprese anche la demolizione e la ricostruzione con la stessa volumetria dell’edificio demolito, fatte salve le variazioni necessarie per l’adeguamento alla normativa antisismica o le ricostruzioni che seguono crolli o demolizioni, purché si possa accertarne la preesistente consistenza.
Nonostante letture limitanti della normativa, è stato il Consiglio Superiore del Lavori Pubblici, nel luglio 2015, a chiarire che “le modifiche apportate alla definizione degli interventi di ristrutturazione edilizia di cui al comma 1, lett. d), dell’articolo 3 del d.P.R. 380/2001 (…) consentono (…) di ritenere che gli interventi di demolizione e ricostruzione, anche con volumetria inferiore rispetto a quella preesistente, rientrino in questa fattispecie”.

La volumetria preesistente viene quindi considerata come l’unico parametro edilizio ed urbanistico che non può essere superato per poter accedere agli incentivi per le ristrutturazioni edilizie. Va da se che gli interventi che ricostruiscono l’intera volumetria, o solo una parte, rientrano a pieno titolo nella fattispecie della ristrutturazione edilizia.
 
Nel caso in questione, e in occasione di ristrutturazioni edilizie che abbiano comportato demolizione e ricostruzione di un edificio di sagoma diversa e volumetria inferiore rispetto all’edificio precedente, l’Agenzia delle entrate conferma la possibilità di usufruire delle detrazioni per le spese sostenute per la riqualificazione energetica (Ecobonus),  ferma restando la centralità di rispettare i limiti di efficienza e trasmittanza energetica.
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