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Ecobonus: avviata una rivoluzione al ribasso degli incentivi per l’efficienza energetica

Sembra che il futuro degli ecobonus comprenderà 28 tetti generali di spesa e limiti unitari calcolati al metro quadro o al kW

Gli ecobonus secondo le nuove proposte normative avranno massimali di incentivazione più bassi indicati sia per unità di misura che per limite di spesa, incentiveranno quindi prodotti poco costosi e interventi meno importanti; richiederanno inoltre una maggiore precisione burocratica.
 
È in atto una ridiscussione complessiva del meccanismo di Ecobonus che dovrebbe portare ad una revisione profonda dei modelli di incentivazione che abbiamo imparato a conoscere in questi ultimi anni, secondo le ultime notizie divulgate sembra che i nuovi tetti di spesa saranno calcolati per “unità” di prodotto acquistata, utilizzando come riferimento il metro quadro piuttosto che il kiloWatt.
 
Il Ministero dello Sviluppo Economico, assieme al Mef al Mit e al Ministero dell’Ambiente stanno attualmente lavorando alla bozza di decreto che è stato previsto dalla scorsa Legge di Bilancio, e che andrà rivoluzionare il sistema delle detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici.
 
La bozza attualmente conta circa 50 pagine e introduce novità davvero importanti, a partire dall’introduzione di massimali di spesa globali e secondo valori unitari calcolati in modo differente per tipologia di intervento. L’introduzione di massimali di spesa rispecchia la necessità di controllare in misura più concreta gli impatti energetici ed economici delle politiche di incentivazione attuate con i bonus ed introduce novità importanti per i cittadini che sembra dovranno arrivare a rispettare due limiti:
  • Di spesa, calcolato sugli investimenti complessivi;
  • Per valori unitari calcolati sui kW o sui m3 acquistati.
 
Questa tipologia di detrazioni è già prevista per il Conto Termico in gestione del Gse, e sarà introdotta per gli interventi che accedono alle detrazioni fiscali della legge 296/2016 imponendo un limite oltre il quale le spese non saranno detraibili.
 
Da ciò che si può ricavare dalla bozza di decreto sembra che i massimali unitari da rispettare potranno essere 28, la maggior parte dei quali calcolati al m2, come nel caso di infissi, isolamento a parete o pavimento, riqualificazione energetica e infissi, mentre in altri il parametro sarà il kW: per Pompe di calore, generatori a biomasse ecc.
 
Secondo quanto riportato dal quotidiano il Sole 24 Ore per gli infissi potrebbero essere introdotti massimali di spesa di 350 o 450 €/m2 a seconda della collocazione spaziale dell’edificio, mentre per le pompe di calore potrebbe dovrebbe essere previsto un massimale di 650 o 750 € per kW.
 
Ciò significa che gli incentivi per l’efficienza energetica per il futuro saranno decisamente inferiori e meno favorevoli rispetto a quelli di cui era possibile usufruire in passato, basti pensare che se con l’attuale meccanismo di ecobonus si può usufruire di una detrazione fino a 60mila euro mentre con il nuovo sistema (se esso dovesse essere approvato) si potrebbero detratte non più di 15mila €.
 
Sembra inoltre il nuovo sistema richiederà una maggiore chiarezza burocratica: per usufruire della nuova versione degli ecobonus sembra infatti sarà necessario inserire nei bonifici anche il numero e la data della fattura degli interventi, oltre ai dati già richiesti come il CF del beneficiatio, il CF del ricevente il pagamento, la partita IVA del professionista e la causale precisa del versamento.
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