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Cessione del credito: le detrazioni non sono cedibili da padre a figlio

Lo spiega l’Agenzia delle Entrate: per poter sfruttare la cessione del credito le parti devono essere parte del rapporto che ha prodotto la detrazione Irpef

Per la cessione del credito, resa possibile dalla normativa sulle detrazioni fiscali per gli interventi di riqualificazione energetica, non è sufficiente il legame familiare: lo afferma l’Agenzia delle Entrate in una Risposta motivata del 31 ottobre 2018.

Con la risposta n. 56 del 31 ottobre 2018 l’Agenzia delle Entrate ha chiarito un aspetto della cessione del credito che è stato evidenziato da un cittadino, il quale, con un interpello ufficiale ha domandato se sia possibile effettuare una cessione del credito gratuita da padre a figlio, riguardante le detrazioni Irpef di cui il primo aveva diritto per le spese sostenute nel 2017 per una serie di interventi di riqualificazione energetica svolti su un edificio in comproprietà tra il padre e lo zio dell’istante.
 
L’Agenzia spiega quindi in modo preciso e puntuale, nel documento disponibile in fondo alla pagina, il motivo per cui la cessione del credito non è legittimata dal legame parentale. Testualmente si può leggere:
“tenuto conto che l’istante precisa di non avere alcun collegamento con il rapporto che ha dato origine alla detrazione medesima, si ritiene che tale collegamento, necessario ai fini della cedibilità del credito corrispondente alla detrazione medesima in base ai chiarimenti forniti dalla citata circolare n. 11/E del 2018, non possa ravvisarsi nel mero rapporto di parentela tra soggetto che ha sostenuto le spese e cessionario.”
 
L’aspetto fondamentale per la possibilità di cessione del credito quindi, come chiarito in precedenza anche dalle Circolare n. 11/E del 2018, è che i soggetti tra cui vi è la cessione, esclusi i fornitori, siano legati dal rapporto che ha originato la detrazione. L’esempio riportato dall’Agenzia è quello relativo ad interventi condominiali, per i quali vi è possibilità di cessione del credito tra soggetti cessionari e gli altri soggetti titolari delle detrazioni spettanti per i medesimi interventi condominiali.
 
Con la risposta n.56 si specifica inoltre che, come già riportato dalla circolare 7/E del 27 aprile 2018, per poter usufruire delle detrazioni delle spese per interventi di riqualificazione energetica la locuzione "parti comuni di edificio" deve essere intesa in senso oggettivo e non soggettivo. Ciò significa che essa fa riferimento alle parti comuni a più unità immobiliari e non alle parti comuni a più possessori. Il concetto di “parti comuni”, anche senza presupporre l'esistenza di una pluralità di proprietari, necessita, ad ogni modo, della presenza di più unità immobiliari funzionalmente autonome.
 
Qui di seguito è disponibile il documento contenente la Risposta n.56 del 31/10/2018 dell’Agenzia delle Entrate sulla possibilità di cessione del credito a titolo gratuito tra padre e figlio.
 
DOCUMENTAZIONE DISPONIBILE
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