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Ingegneri: in calo le assunzioni e le iscrizioni all’Albo nel 2012

Il dato occupazionale più negativo riguarda il settore dell’ingegneria civile ed industriale, mentre cresce la tendenza al lavoro dipendente senza iscrizione all’Ordine



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29 Marzo 2013

Gli effetti della forte crisi che sta colpendo il settore delle costruzioni in Italia si riflette anche sui dati occupazionali degli ingegneri, che nel 2012 sono calati del 27,3% rispetto al 2011. Il dato emerge dall’indagine nazionale Excelsior effettuata dal Ministero del Lavoro: la percentuale si traduce in quasi 6mila assunzioni in meno nell’anno appena trascorso, un record in negativo considerando i valori occupazionali registrati dal 2006.

La ripartizione geografica delle domande di assunzioni rivela un trend in diminuzione comune a tutte le Regioni, con una media regionale che si aggira sul -20%, con punte positive solo in Veneto (-17,1%) e Trentino (-6,3%), mentre il calo più drastico si registra in Umbria, Molise e Basilicata dove le assunzioni si sono quasi dimezzate.
 
Il ramo ingegneristico più richiesto si conferma quello legato alle telecomunicazioni e ai servizi informatici (programmatori, analisti software, sviluppatori e progettisti informatici), mentre il settore edile ha registrato una contrazione dell’8,9%. Da registrare, però, che i laureati triennali in ingegneria hanno a disposizione un’offerta lavorativa maggiore rispetto ai colleghi con la specialistica. Le aziende che assumono, infatti, ritengono più importanti ai fini lavorativi, secondo l’indagine effettuata, doti come la capacità di lavorare in team e di risolvere le problematiche lavorative mentre considerano meno importante il possesso di profili di alta formazione (master, dottorati ecc…).
 

Cala anche l’abilitazione professionale

 
La crisi economica e finanziaria sembra aver inciso anche sulle abilitazioni professionali degli ingegneri, che riflette in qualche modo la diminuzione di persone disposte a lavorare in autonomia.
 
Analizzando i dati disponibili fino alla fine del 2011, rispetto al 2006 i potenziali ingegneri (della sezione A, cioè con laurea magistrale, e della sezione Juniores) si assestano sul 56,3%: un calo netto se si considera che gli ingegneri abilitati nel 2006 erano l’85%. Il dato emerge da un’indagine elaborata dal Centro Studi del CNI, Consiglio Nazionale degli Ingegneri: il calo si ha in entrambe le sezioni, anche se risulta più marcato per gli abilitati di primo livello che nel 2011 hanno toccato il minimo storico di iscritti (1.244 contro i 1.358 dell’anno precedente).
 
I dati comunque parlano più dei numeri poiché sembra chiaro che, a dieci anni dall’introduzione di questo profilo professionale, gli ingegneri juniores (in possesso di laurea o diploma universitario) non trovano il consolidamento professionale sperato.
 
Inoltre, risulta chiaro che alcuni profili ingegneristici, dopo la suddivisione in tre settori (civile ed ambientale, industriale e dell’informazione), non necessitano dell’iscrizione all’albo per accedere alla professionale poiché sono più compatibili con il lavoro dipendente: è questo il caso degli ingegneri industriali e soprattutto “dell’informazione”, il quale risulta essere uno dei rami con più laureati ma con meno iscritti all’ordine (meno del 16% nel 2011).

© Riproduzione riservata

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