Focus esteri

Il solare ed l’idrogeno sono la soluzione per il residenziale autosufficiente?

Sei palazzine, 172 appartamenti e un impianto che combina solare ed idrogeno: così la Svezia realizza il residenziale al 100% autosufficiente

La Svezia potrebbe diventare la prima nazione ad ospitare un complesso residenziale energeticamente autosufficiente e scollegato dalla rete: le abitazioni verranno costruite nella provincia di Vårgårda e saranno alimentate con l’energia prodotta da un impianto combinato composto da fotovoltaico e celle a idrogeno.
 
Il complesso residenziale sarà il risultato di un progetto innovativo avviato già nei primi mesi del 2018 dalla società di alloggi comunali Vårgårda Bostäder ed i partner delle compagnie Better Energy (Danese) e Nillson Energy (Svedese).
 
Una volta completato il processo costruttivo dei sei edifici, contenenti complessivamente 172 appartamenti, un impianto fotovoltaico dotato di storage locale sarà utilizzato per fornire l’elettricità e il riscaldamento richiesto. Più precisamente, ogni palazzina sarà dotata di un impianto solare installato sul tetto, il quale produrrà l’energia richiesta dagli abitanti, e l’eccesso verrà conservato all’interno di un accumulo FV.
 
In un annuncio a PV magazine il portavoce di Better Energy ha comunicato che, al momento, una delle sei palazzine in progetto è già e anche finita e abitabile. “Ogni condominio (di circa 30 appartamenti) è dotato di un impianto solare da 109 kWp installato sul tetto, il quale saprà rispondere al 100% delle esigenze elettriche e di riscaldamento degli inquilini. Ciò significa che in totale i sei edifici saranno dotati di un impianto da 659 kWp”.
 
Le tecnologie che utilizzano l’idrogeno per la produzione elettrica sono sempre più avanzate e appetibili. Il progetto Vårgårda non solo prevede di sfruttare questa fonte rinnovabile, ma intende anche innovare la tecnologia all’H2 da un punto di vista residenziale, trovando il modo di interconnetterla con i sistemi fotovoltaici e offrendo un approccio complementare, che permette di fornire per tutto l’arco dell’anno energia sostenibile da fonti rinnovabili.
 
In questo modo, il rigido inverno svedese potrà essere affrontato sfruttando le potenzialità di accumulo di lungo periodo del sistema a idrogeno, massimizzando così i surplus produttivi ottenuti grazie al sistema fotovoltaico durante le lunghe giornate dell’estate scandinava. Traendo inoltre vantaggio dalla produzione di calore di scarto derivante della produzione elettrica ad idrogeno, offrendo così un ciclo combinato di benefici durante l’inverno.
 
Questo concetto di impianto è stato progettato e testato nel maggio dello scorso anno dalla Nillson Energy in partnership con la AT Solar, come parte del progetto pilota RE 8760.
Nicolai Faaborg Andersen, Vice Presidente del settore vendite per Better Energy, ha commentato “Ironicamente, la nostra proposta coinvolge l’energia illimitata prodotta dal sole e il più semplice, il più leggero e più abbondante elemento presente sulla terra, l’idrogeno. Risorse e tecnologie che sono disponibili di fronte ai nostri occhi. Le stiamo solo combinando in un modo nuovo, più sostenibile ed estremamente efficiente. È straordinariamente semplice.”
 
L’idrogeno può essere conservato per un lungo periodo di tempo e può essere ‘bruciato’ come se fosse una materia prima fossile, tuttavia uno dei suoi più grandi limiti è la grande quantità di energia richiesta da questo stesso processo. Dirigere i picchi di produzione energetica da fonte solare verso l’accumulo ad idrogeno di conseguenza serve a minimizzare gli sprechi. Le soluzioni di storage ad idrogeno rinnovabile, se riusciranno ad essere ridimensionate con successo, potrebbero essere la chiave di volta per riuscire a risolvere alcune delle maggiori difficoltà relative alla relazione tra l'energia solare e la rete.
 
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