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Come scegliere il cippato per la propria caldaia? Le indicazioni e gli strumenti AIEL

Scegliere il cippato più idoneo al proprio impianto termico a biomassa permette di evitare malfunzionamenti e limitare le emissioni

Tra le biomasse utilizzate come combustibile per la produzione di energia termica si parla spesso di pellet e legna da ardere, ma tra i prodotti disponibili sul mercato c’è anche il cippato di legno, un materiale di cui si è da poco occupata AIEL al fine di fornire indicazioni utili alla scelta del prodotto più idoneo per ciascun utilizzo.
 
AIEL, Associazione Italiana Energie Agroforestali, ha infatti tentato di dare risalto a questo prodotto, un materiale di scarto della lavorazione del legno e delle attività agricole e forestali, che si presenta come economico ed ecologico, provenendo al 100% da fonte ‘rinnovabili’
 
Il cippato di legno non è altro che legno sminuzzato a scaglie e a differenza di altre biomasse è particolarmente indicato per il riscaldamento di edifici residenziali o commerciali localizzati in ambito rurale o montano, caratterizzati da un fabbisogno annuo superiore a 50-60 MWh termici, equivalenti a più di 5 mila litri di gasolio; il cippato è poi particolarmente adeguato se usato in associazione con caldaie di potenza pari a circa 40-45 kW termici, considerabili quindi di potenza medio-grande.
 

La scelta del cippato

 
Chi si appresta ad utilizzare il cippato di legno come combustibile per la produzione di energia termica dovrebbe tenere conto delle caratteristiche specifiche del proprio impianto e della qualità del prodotto che intende utilizzare, l’associazione di una materia prima dalle caratteristiche inadatte rischia infatti di andare a provocare malfunzionamenti nell’impianto.
 
A seconda delle tecnologie costruttive e di regolazione le caldaie utilizzano differenti tipi di cippato e, va ricordato, ogni generatore deve riportare nella propria documentazione la descrizione della classe di qualità che dovrebbe avere il combustibile più adatto.
 
In linea generale gli impianti di taglia medio-grande sono dotati di appositi dispositivi tecnologici , come ad esempio sistemi filtranti e griglie mobili, che dovrebbero permettere anche l’utilizzo di cippato di bassa qualità. In associazione ad impianti di taglia medio piccola andrebbe invece utilizzato sempre un cippato di alta qualità, che permette di evitare malfunzionamenti e garantire basse emissioni.
AIEL in questo sento ha specificato che utilizzando un cippato di qualità A1 permette a un piccolo impianto di raggiungere performance pari a quelle di un grande generatore che viene alimentato con cippato B1.
 
 

Come determinare la qualità del cippato?

 
La qualità del cippato non è sempre facilmente riconoscibile da parte dell’utente finale dal momento che i parametri da considerare sono molteplici, ma per ovviare a questa problematica è stata creata la certificazione Biomassplus.
Tutti i prodotti certificati presentano sulla confezione il marchio distintivo corredato dalla lettera che definisce la qualità del materiale, in questo modo, acquistando un prodotto certificato, ogni utente è certo di utilizzare un cippato di legno (o legna da ardere) perfettamente in linea con i requisiti di legalità, tracciabilità, sostenibilità e qualità.
 
AIEL consiglia inoltre di chiedere sempre l’Attestazione di Conformità da parte del produttore al momento dell’acquisto, grazie alla quale è possibile avere a disposizione una panoramica completa dei parametri qualitativi del cippato: contenuto idrico, pezzatura, contenuto in ceneri.
 

Come e da chi acquistare?

 
Attraverso il sito web AIEL l’associazione ha messo a disposizione una serie di strumenti che permettono di facilitare l’acquisto di cippato certificato e di qualità. Primo tra tutti il “Calcolatore” dell’app AIEL grazie al quale è possibile comparare il costo dell’energia tra i diversi combustibili e avere a disposizione in modo immediato le conversioni di peso e volume che possono tornare utili al momento dell’acquisto.
Per essere certi di acquistare da produttori qualificati è poi possibile fare riferimento all’elenco dei produttori italiani di cippato “garantiti”, entità che hanno seguito l’apposito percorso formativo dell’Associazione.


Prima di acquistare del cippato dal legno è importante essere consapevoli che il suo livello qualitativo dipende da numerosi fattori, tra questi spiccano in primis:
 
-La qualità della materia prima da cui è ricavato (tronchi, ramaglie);
-La specie legnosa da cui è ricavato;
-Il livello di stagionatura o essiccazione del legno;
-La pezzatura (dimensione prevalente in mm) delle scaglie di cippato;
-Il contenuto di ceneri;
-Il contenuto idrico.
 
L’unione e la commistione di questi elementi tipici non solo del cippato, ma di tutte le biomasse di origine legnosa, produce la classe di qualità e le caratteristiche di prodotto così come sono state definite dalla norma tecnica internazionale UNI EN ISO 177225-4.
 
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