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Refrigeranti alternativi: la strada è ancora incerta, il settore del freddo dovrà adeguarsi

Convegno ATF sui refrigeranti alternativi, il Presidente di Assoclima Saccone: “chiediamo di costituire dei tavoli di lavoro per fornire risposte rapide e positive”

Il passaggio ai refrigeranti alternativi è un percorso già iniziato che desta molte perplessità e crea insicurezze negli operatori del settore, per fare chiarezza e approfondire l’argomento Associazione Tecnici del Freddo ha organizzato un convegno dal titolo “il passaggio ai refrigeranti alternativi: impatto su nuovi e vecchi impianti” che si è svolto ieri, giovedì 15 marzo durante la fiera MCE 2018.
 

I contenuti del convegno 


Presso la sala Sagittarius del Centro Congressi Stella Polare di Fiera Milano, durante la terza giornata di Mostra Convegno 2018, vari esponenti del settore della refrigerazione hanno presentato ai 250 partecipanti dei brevi interventi che hanno illustrato ai presenti le caratteristiche della normativa europea, le problematiche legate al phase-down, criticità e possibilità future per il settore, e prodotti e sistemi innovativi che garantiscono il rispetto dei recenti standard sugli inquinanti.


La normativa sui refrigeranti alternativi

 
Come di consueto il convegno è iniziato con un excursus sulla normativa, con una spiegazione dei contenuti del Regolamento Europeo EU 517/2014, che impone dei precisi limiti nelle emissioni di CO2 inquinante e, di conseguenza, una riduzione del GWP (potenziale di riscaldamento globale) dei fluidi refrigeranti usati per il condizionamento e la refrigerazione.
 

Criticità attuali e future


In seguito sono state presentate le criticità provocate da questa variazione della normativa: partendo dalla possibile penalizzazione delle prestazioni dovute all’utilizzo di gas a basso GWP fino ai problemi di costo che possono scaturire sia nel mercato fisico dei refrigeranti sia in quello delle quote di CO2.
 
Durante un primo intervento è stato sottolineato come sul mercato vi sia carenza di R410A, il gas riconosciuto come refrigerante per condizionatori e pompe di calore; questo prodotto infatti dall’inizio del 2018 è sempre meno disponibile per via delle quote imposte dalla normativa sui gas fluorurati.
 
In un momento successivo è stato invece evidenziato un problema di prezzi che insorgerà nel prossimo futuro, quando i prezzi delle quote di CO2 andranno ad aumentare con il progredire delle riduzioni di F-Gas previste dal Regolamento 517/2014.


Il comparto dovrà adeguarsi

 
Queste condizioni impongono un'evoluzione dell’intero settore verso gas refrigeranti naturali (come CO2 e propano) o verso altri fluidi sintetici con basso GWP. Naturalmente questi fluidi ‘nuovi’, come ad esempio R448A, R449A, R452A ed R32 possono avere delle prestazioni inferiori rispetto ai più diffusi HFC, motivo per cui anche i produttori di impianti dovranno necessariamente riuscire ad adattare le proprie produzioni per realizzare impianti che ottimizzino la propria efficienza e che utilizzino i nuovi fluidi refrigeranti a basso potenziale inquinante.
 
Spesso ad esempio le miscele di HFC con alto glide utilizzate nei condensatori comportano una diminuzione di temperatura durante lo scambio termico ed un conseguente abbassamento delle prestazioni, il contrario invece sembra avvenire negli evaporatori. Sarà quindi compito delle aziende produttrici elaborare delle unità con caratteristiche che permettano un utilizzo ottimale di questi nuovi prodotti.
 

Sistemi smart e IoT per il settore della refrigerazione

 
Un breve intervento è stato poi dedicato al retrofit per i sistemi di refrigerazione che utilizzano R404A o R407A, con un excursus sulle possibili procedure di retrofit e sulle funzionalità di nuovi strumenti informatici che possono essere utili nella elaborazione di parametri di controllo del sistema retrofittato, come ad esempio software che permettano di evidenziare eventuali malfunzionamenti.
 
Un paio di interventi inoltre è stato dedicato alle future possibilità di utilizzo di strumenti smart di misura per il controllo wireless delle performance dei sistemi di climatizzazione e raffreddamento, e di una eventuale evoluzione tecnologica di tutto il comparto HVAC/R. Si è ad esempio discussa la possibilità di sviluppo dell’Internet of Things (IoT) che permetta di connettere vari dispositivi e di svolgere un’analisi proattiva in base ai dati raccolti, consentendo di prevedere cosa potrebbe accadere in futuro automatizzando di conseguenza le azioni da svolgere.
 
Il presidente di Assoclima, l’ing. Roberto Saccone, in questa occasione ha dichiarato: “Premesso che siamo favorevoli sia all’applicazione del Regolamento, sia all’utilizzo di nuovi fluidi refrigeranti a basso GWP, ci troviamo in questo momento di fronte a una difficoltà oggettiva che non ci permette di procedere rapidamente con la sostituzione: per le macchine a espansione diretta di media e grande potenza (VRF) e per le apparecchiature idroniche di potenza medio-piccola non è ancora disponibile una componentistica omologata per l’utilizzo dei nuovi fluidi che consenta di rispettare i parametri di efficienza obbligatori dal 1° gennaio 2018.”
 
Tuttavia l’impegno del comparto verso la transizione ai nuovi refrigeranti alternativi è massimo e il Presidente ha concluso il proprio intervento chiedendo una sempre maggiore collaborazione tra gli attori sul mercato: “Nel confermare il nostro impegno volto all’innovazione del settore della climatizzazione chiediamo al comparto chimico interessato, ai produttori della componentistica e alle istituzioni di costituire dei tavoli di lavoro per fornire risposte rapide e positive così da consentirci di completare con successo questa difficile fase di transizione.”
 
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