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Dubbi sugli obblighi imposti nell’utilizzo della banca Fgas? ATF li dirime in una nuova rubrica

Sulla rivista online Industria e Formazione ATF e CSG dedicano una sezione alla risoluzione dei più diffusi quesiti sul funzionamento della banca dati Fgas

L’obbligo di comunicazione alla banca dati Fgas degli interventi effettuati su prodotti che utilizzano gas fluorurati ha fatto sorgere moltissimi dubbi ai tecnici del settore della refrigerazione.
ATF, Associazione Tecnici del Freddo, fin dal momento in cui è stato dato avvio a questo meccanismo, ha iniziato a ricevere varie domande in merito. Dall’esigenza di fornire un servizio adeguato ai propri associati, ma non solo, ATF ha scelto di avviare una nuova rubrica ad hoc, all’interno della quale saranno approfonditi i contenuti del decreto n. 146 del 2018, lo schema di accreditamento e il funzionamento della banca dati, a partire dalle domande più poste dal pubblico.
 
In occasione della presentazione di questa nuova rubrica, che viene pubblicata sul sito di industria e formazione, la rivista per il tecnico della refrigerazione e della climatizzazione, Centro Studi Galileo e ATF colgono l’occasione per dirimere i primi due dubbi, tra i tanti che sono stati posti dai tecnici del freddo nelle scorse settimane.

Il primo quesito è il seguente: “E’ vero che per acquistare i gas fluorurati è necessario avere la certificazione dell’azienda f-gas?”
Gli specialisti del freddo in questo caso rispondono con una risposta affermativa per la maggior parte dei casi, cioè là dove le attività di installazione, di manutenzione, riparazione, recupero e ricerca delle perdite siano effettuate presso terzi. Nei casi in cui, invece, queste attività siano svolte su apparecchiature di proprietà della ditta stessa , la certificazione non è necessaria.
La certificazione inoltre non è dovuta nel caso in cui il gas sia acquistato unicamente per attività di produzione delle apparecchiature frigorifere.

Notevoli dubbi sorgono perché, alcuni obiettano, sembra che sia sufficiente dichiarare di svolgere attività di produzione per poter acquistare il gas senza dover certificare l’azienda.
Naturalmente questa lettura dell’obbligo non è corretta: il venditore, in questa fattispecie, oltre alla dichiarazione con la quale l’acquirente dichiara che gli FGAS sono acquistati per finalità per le quali non è richiesto il certificato o l’attestato, dovrà compilare da dichiarazione selezionando la casella relativa a finalità differenti da quelle previste dall’art. 11, par. 4 del Regolamento 517/2014, inserendo tra l’altro il codice fiscale e la ragione sociale dell’ente o dell’impresa che acquista il gas.
 
Un'altra domanda che spesso ATF si vede rivolgere è: il rivenditore può vendere F-gas ad una persona certificata?
La risposta dell’associazione indica che la vendita alle persone fisiche può avvenire quando le imprese non sono soggette all’obbligo di certificazione e, in questo caso, la persona dovrà indicare in fase di acquisti il nome dell’impresa per conto di cui opera.
 
Per trovare un ampio numero di risposte a quesiti tecnici come quelli precedenti ATF consiglia di fare riferimento alla sezione FAQ del sito Ecocamere, molto ampia ed aggiornata, dalla quale, con grande probabilità, si potrà fare chiarezza sui principali dubbi sorti dall’applicazione della nuova normativa Fgas.
 
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