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Architetti: nel 2012 redditi medi appena sopra i 20mila euro

Settore residenziale in calo del 50%, male anche lavori pubblici e riqualificazione

Secondo il Rapporto 2013 sulla professione di Architetto, realizzato dal Cresme e dal Centro studi del CNAPPC (Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori) il settore delle costruzioni ha subìto nel 2012 un’ulteriore flessione vicina al 6% per quanto riguarda la produzione. Se si considerano gli ultimi sei anni, dal 2006 al 2012, i dati diventano ancora più tremendi: l’intero settore delle costruzioni in sei anni si è contratto del 24,4%. La ripresa, sempre secondo le proiezioni del Rapporto, si dovrebbe avere tre il 2014 (+1%) e 2015 (+1,5%).
 
Il comparto delle nuove costruzioni è quello più colpito dalla crisi del settore, con una contrattura del residenziale di oltre il 50%, mentre per il non residenziale il calo è vicino al 40%. Anche le costruzioni legate ai Lavori Pubblici si sono ridotte del 27%, con proiezioni negative che arrivano al 2015, complice anche la persistente difficoltà dei pagamenti delle PA a cui si deve aggiungere la frenata che dal 2014 caratterizzerà gli investimenti delle imprese del settore pubblico allargato.
 
Segno negativo anche per gli interventi di riqualificazione e manutenzione dell’edilizia esistente, che nel solo 2012 ha perso il 3%, mentre nel periodo 2006-2011 la flessione era stata del 7%.
 
A subire la pesante contrazione del mercato delle costruzioni sono sia le aziende legate al settore e all’indotto sia i professionisti che progettano e realizzano costruzioni sul territorio nazionale.
 
“Pesa in questa difficile situazione – sottolinea Leopoldo Freyrie, presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti - la storica assenza, da parte delle istituzioni, di qualsiasi azione per garantire non solo agli architetti, ma ai liberi professionisti italiani che stanno pagando tutti un forte contributo alla crisi, iniziative di sostegno e incentivi fiscali finora riservati alle imprese, e che potrebbero rappresentare, attualmente, facilitazioni per l’accesso anche ai mercati esteri”.
 
In Italia sono 150mila gli architetti coinvolti nel settore edilizio: nel 2012 per questi professionisti la combinazione di crisi economica, inversione del ciclo edilizio, allungamento dei tempi di pagamento e aumento delle insolvenze, ha comportato in sei anni (tra 2006 e 2012) la perdita di quasi un terzo del reddito professionale tanto che nel 2012 il reddito medio dovrebbe essere sceso a poco più di 20 mila euro. Conseguenza naturale di questa contrazione la volontà espressa dal 40% degli architetti di cercare nuove opportunità lavorative all’estero.
A porre un ulteriore freno all’attività degli architetti vi è, secondo Freyrie, una eccessiva burocrazia edilizia che pone in secondo piano la professionalità e ostacola ulteriormente il lavoro dei piccoli e medi studi di architettura.
 
Il presidente ricorda poi l’importanza di promuovere le Società tra Professionisti e Interprofessionali, per abbassare i costi degli Studi, rendere sinergiche le competenze, aumentare le opportunità di lavoro e la necessità di promuovere le Reti d’Impresa, per le stesse ragioni, creando così strutture flessibili e leggere, adatte all’instabilità del mercato, collegate internazionalmente e con adeguato riconoscimento giuridico anche comunitario.
 
"Noi ci siamo rimboccati le maniche – conclude Freyrie - per aiutare la nostra comunità professionale, con alleanze, progetti, servizi; ma se la politica continua a fare il "gioco delle perle di vetro" in un clima di assoluta autoreferenzialità, cieca alla realtà dei mestieri, la strage dei talenti professionali si compirà, creando un danno irreparabile al futuro dell'Italia”.

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